Quaranta persone sono state denunciate nell’ambito di una vasta operazione di controlli sugli affitti tra Assisi, Bastia Umbra, Cannara, Bettona e Valfabbrica. La guardia di finanza ha così recuperato al fisco redditi per 105 mila euro. Le denunce sono scattate per aver percepito indebiti contributi per gli affitti da parte dei Comuni.
Affitti in nero Una modalità adottata per affittare in nero i proprio appartamenti, hanno riferito le fiamme gialle, era quella di concedere le abitazioni in comodato d’uso: una finzione per sottrarsi al pagamento delle imposte. Il proprietario dell’immobile ed il conduttore firmavano un finto contratto di comodato d’uso, che per legge è gratuito, ma in realtà il canone veniva pagato in nero regolarmente tutti i mesi. Molte soprattutto le irregolarità sugli appartamenti concessi in locazione a studenti universitari: 20 quelli affittati in nero per un giro di affari superiore ai 100 mila euro sottratti al fisco.
Contributi senza averne diritto Nell’ambito della medesima attività, sono stati individuati 40 conduttori di immobili che negli anni 2009, 2010 e 2011 hanno percepito indebitamente, come detto, somme elargite dai rispettivi Comuni a titolo di integrazione ai canoni di affitto. Per poter accedere ai contributi per il sostegno all’affitto erogati dai Comuni ogni richiedente, infatti, deve presentare un’autocertificazione nella quale dichiarare la propria posizione patrimoniale e reddituale. Complessivamente le irregolarità scoperte dalla finanza assommano ad oltre 40 mila euro di fondi erogati a persone fisiche risultate non in possesso dei requisiti previsti. Per alcuni di essi, completamente sconosciuti anche agli uffici finanziari, si è proceduto alla relativa verbalizzazione per il recupero dei redditi sottratti. Dure le conseguenze per chi ha avuto accesso ai fondi senza averne diritto: infatti, oltre alla segnalazione all’autorità giudiziaria per la violazione alle disposizioni sull’autocertificazione (avendo dichiarato il falso), sono state inoltrate alla Corte dei Conti segnalazioni per il conseguente danno erariale alle casse comunali, con la decadenza dal contributo. I falsi dichiaranti inoltre dovranno restituire ai Comuni le somme percepite illegittimamente.
Violazioni Ici Sono anche state scoperte e segnalate alle competenti autorità amministrative, agli uffici comunali e all’agenzia delle entrate anche numerose violazioni all’Ici, all’imposta di registro ed alle Leggi di pubblica sicurezza.
I vantaggi di seguire la legge In relazione alla disciplina degli affitti il comando provinciale della guardia di finanza di Perugia evidenzia che le nuove norme prevedono vantaggi sia per il locatore sia per lo studente. Lo studente ha in genere maggiore convenienza di qualsiasi altro cittadino nell’avere un contratto regolare di affitto avendo vantaggi fiscali di una certa entità. Le università destinano delle somme abbastanza elevate per il rimborso delle spese alloggio per i fuori sede e i pendolari che è possibile richiedere solo nel caso in cui si presenti un contratto regolarmente registrato. Per quel che riguarda i proprietari, invece, per chi affitta a studenti universitari fuori sede con un contratto a canone concordato, c’è un ulteriore sconto del 30% sul canone da dichiarare in sede Irpef: in pratica il proprietario indichera’ nella denuncia dei redditi un po’ meno del 60% dell’importo del canone annuo. Inoltre si ha diritto ad una riduzione del 30% dell’imposta di registro sul contratto. Diversi Comuni, poi, prevedono l’applicazione di un’aliquota Ici piu’ bassa nel caso in cui si dia in affitto l’appartamento agli studenti. Inoltre, in tutti i casi in cui nel canone fossero comprese anche voci quali condominio, luce, acqua, gas, portiere, ascensore, riscaldamento e simili – cosa che accade, ad esempio, quando si affitta la stanza con uso di cucina – la parte relativa a questi importi non va dichiarata ai fini fiscali.

