di Maurizio Troccoli
I sospetti nascono intorno al profilo di un trentenne iraniano, sul quale i carabinieri hanno raccolto una serie di infromazioni valide a stabilire che si potesse trattare di un croupier che esercitava l’attività del gioco d’azzardo in maniera illegale e per di più in locali pubblici. Ma i sospetti andavano verificati e le informazioni accertate. Così nasce una intensa attività investigativa da parte dei carabinieri del comando di Assisi, volta a ricostruire i movimenti del sospettato, il suo giro di relazioni, le sue frequentazioni notturne e i luoghi nei quali operava. Le indagini portano a due circoli privati uno nel centro di Bastia Umbra e l’altro a Santa Maria degli Angeli. Ancora indagini, ancora informazioni e pedinamenti, fino al momento in cui si decide di agire.
Il blitz Gli agenti hanno tutti gli elementi per intuire che possono trovarsi catapultati all’interno di bische abusive, nelle quali intrappolare numerose persone. La preparazione del caso, le dovute precauzioni e l’intervento. Attorno ai tavoli verdi tante e diverse persone: giovani, anziani, imprenditori, disoccupati e signore. Nel bel mezzo di un torne di Texas Hold’em uomini in divisa fanno cadere il gelo. Sembra lo scenario di un film western e invece è la realtà ai piedi del monte Subasio. Sui tavoli invece un mare di fiches e carte, per il torneo ad esclusione diretta, con montepremi fino a mille euro.
Chi paga Sono circa 50 le persone che dovranno rispondere «dei reati di esercizio o partecipazione a gioco d’azzardo con l’aggravante, per alcuni, di aver commesso il fatto in un pubblico esercizio», spiegano i carabinieri. Cinque invece gli organizzatori delle due bische, individuati come i vertici di riferimento del circuito, tra i quali fa parte l’iraniano tenuto sotto controllo dai carabinieri.
Il sistema messo in piedi funzionava pressapoco in questo modo: «Veniva richiesta una quota minima di partecipazione (intorno alle 30 euro), si stilava l’elenco dei partecipanti e si dividevano le somme incassate in premi (dal 1° all’8°). L’assegnazione delle vincite avveniva secondo il criterio dell’eliminazione diretta vale a dire che il giocatore, una volta finite le fiches, doveva lasciare il tavolo in modo così da determinare la classifica in maniera inequivocabile».


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