Gli agenti del commissariato di Assisi hanno eseguito pochi giorni fa l’ordinanza di applicazione di misura cautelare emessa dal gip del Tribunale di Perugia nei confronti di un albanese ritenuto responsabile nei mesi scorsi del reato di maltrattamenti nei confronti della moglie alla presenza dei due figli. All’uomo – informa la questura – al quale è stato imposto di abbandonare la casa familiare, è stato prescritto altresì il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalle vittime: dovrà mantenere una distanza di almeno 500 metri dalle persone offese senza poter comunicare con loro.

Minacce con l’accendino La vicenda risale all’aprile scorso quando la Volante del Commissariato di Assisi interveniva su richiesta della moglie che era stata poco prima picchiata con calci e pugni in volto dal marito che l’aveva minacciata di morte. Gli agenti – spiega la polizia – in quella circoatanza sono riusciti a portare in salvo la donna e a bloccare e ad arrestare l’uomo per resistenza a pubblico ufficiale in quanto, in casa, aveva gettato benzina sugli agenti bagnando le loro divise e minacciando di dare fuoco a tutto e tutti con un accendino.

Clima di terrore È dalla denuncia fatta l’indomani dalla donna, però, che la storia di maltrattamenti si sarebbe svelata: una storia decennale – viene riferito dagli invetigatori – caratterizzata da continue vessazioni fisiche e psicologiche subìte in silenzio per proteggere i figli che avevano assistito alle violenze. Secondo il racconto della polizia la donna ha dovuto vivere in un «clima di terrore cercando di contenere l’aggressività del marito che, senza lavoro e dedito all’alcool, trovava sfogo sulla moglie».

Il naso rotto alla moglie La donna dopo l’ultimo grave episodio di violenza a seguito del quale il marito le ha procurato la frattura delle ossa nasali, decideva con i figli di lasciare la casa e trovare rifugio presso l’abitazione di amici. E’ intervenuto anche il tribunale per i minorenni di Perugia per sospendere la potestà genitoriale dell’uomo nei confronti dei due figli che insieme alla madre sono stati affidati ai servizi sociali di Assisi affinché venissero collocati in una struttura protetta.

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