Le armi sequestrate in occasione degli arresti

di Fra. Mar.

Si è costituito parte civile contro la donna che secondo la procura di Perugia avrebbe organizzato una spedizione punitiva nei suoi confronti, assoldando degli uomini, finiti alla sbarra per rapina, lesione e danneggiamento.  Secondo le accuse che il pm Comodi muove ad una gioielliera di Assisi, lei e un altro uomo spoletino, «quali mandanti», hanno incaricato un terzo uomo di «reperire persone al fine di eseguire una spedizione punitiva, previo compenso di 11mila euro ». La spedizione punitiva, era «consistita nell’infrangere con una spranga di ferro il vetro posteriore dell’autovettura, picchiandolo ed intimandogli di consegnare il denaro, sottraendo dal vano porta oggetti l8 mila euro in contanti».

Il movente Per l’accusa, quella spedizione punitiva sarebbe stata commissionata per nascondere una doppia vitta fatta di sesso e denaro di cui i genitori non dovevano sapere nulla. E’ per questo motivo che la gioielliera – difesa dall’avvocato Marco Brusco – avrebbe assoldato degli uomini per picchiarne un altro. Quello che si era invaghito di lei a tal punto che voleva smettesse di stare anche con altri. Altri che, stando alle risultanze investigative, avrebbero pagato. E forse non solo lei, per questo, a suo carico, esiste anche un altro fascicolo – stralciato dal procedimento principale e non ancora definito – per sfruttamento della prostituzione.

Quattro in carcere La donna era finita in carcere insieme ad altri quattro. Oltre alla donna erano finiti in cella tre uomini di Viterbo e uno spoletino. Quelli di Viterbo sarebbero coloro che hanno messo in atto una prima spedizione punitiva e ne stavano per fare una seconda. L’uomo di Spoleto invece l’avrebbe aiutata e le avrebbe dato dei soldi per pagare i picchiatori.

L’aggressione Tutto è partito da un’aggressione avvenuta ai danni di un commerciante bastiolo il 28 dicembre scorso del 2012: due uomini armati di spranghe lo avevano ferito e gli avevano quasi distrutto la macchina, un’Audi Q7. Inizialmente non si capisce il motivo dell’aggressione, poi nel prosieguo delle indagini, la figura della donna assume il ruolo di mandante del raid.

L’altro uomo E a rivelarlo alla polizia fu un quinto uomo, anche lui legato alla donna. Lo stesso uomo che dice loro come in una occasione, il commerciante aggredito aveva «picchiato» la donna nell’attività commerciale di famiglia e aveva preteso che lei gli desse 20 mila euro. Dopo questo episodio, lei «determinata e vendicativa», avrebbe deciso per la spedizione. Per «farlo andare via dall’Umbria».

La mandante Secondo quanto ricostruito dagli uomini del commissariato di polizia di Assisi, era stata la donna, insieme ad un imprenditore spoletino a ingaggiare tre uomini viterbesi per portare a termine l’aggressione al costo di 12mila euro. Sei mila euro consegnate prima, altri sei mila a lavoro fatto. Lo scrisse anche il gip nell’ordinanza che la donna aveva raccontato come «era diventato assillante e minacciava di raccontare la sua ‘doppia vita’ ai genitori. Per tale motivo era intenzionata a fargli ‘dare una lezione’ da certi suoi conoscenti, che avrebbe fatto arrivare da Roma il 28 dicembre».

I tre moschettieri L’aggressione di fine dicembre però non avrebbe sortito gli effetti sperati e per sventare la minaccia, la donna avrebbe dato un nuovo mandato ai «tre moschettieri» di Viterbo, come si definivano loro stessi, sborsando questa volta 18 mila euro. Anche in questo caso nove mila prima e l’altra metà solo a lavoro fatto. Visto però che la seconda aggressione non si materializzava, la donna, anche grazie all’imprenditore spoletino arrestato, avrebbe tentato di ingaggiare anche un buttafuori per «scocciare tutte le ossa» all’uomo che lei chiamava «cinghiale». In aula i due si sono incrociati il tempo di guardarsi in cagnesco. L’udienza davanti al gip Luca Semeraro, è stata rinviata per un difetto di notifica alla fine di febbraio.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.