E’stato necessario un mese e mezzo di indagine per mettere a segno un colpo che ha interamente disarticolato una banda di sei ladri, quattro italiani e due rumeni specializzati nei furti commessi in danno di cantieri edili. Era metà dicembre, quando una pattuglia dell’aliquota radiomobile del comando compagnia di Assisi notò una Lancia Y con le portiere aperte ed i sedili abbassati lasciata in sosta nei pressi di una ditta di Bastia Umbra dove poco prima era scattato l’allarme. Una coincidenza, potrebbero pensare in molti. Ma l’intuito dei militari comandati dal maggiore Marco Sivori ha permesso agli investigatori di vedere molto più lontano.
Pedinati I militari hanno monitorato costantemente la macchina e i suoi occupanti, ne hanno studiato i movimenti e osservato le abitudini. Ma a far scattare l’operazione dei carabinieri all’una circa di mercoledì notte è la presenza della macchina sospetta nei pressi del cimitero di Maestrello, che induce i militari a ritenere che i malviventi, a quell’ora di notte si siano recati presso il cimitero per commettere l’ennesimo furto di rame. Gli uomini in borghese partono in quella direzione e notano effettivamente la presenza del veicolo e di due persone. Ma lo scenario è decisamente diverso: i ladri hanno fatto sì razzia di rame, ma lo hanno asportato da una cava di inerti presente nel comune di Umbertide. E le macchine utilizzate dai malviventi sono tre, una adoperata per commettere il furto e due che si alternano facendo da staffetta alla prima.
Fuga Alla vista dei militari e delle altre pattuglie dell’arma, i malfattori in possesso della refurtiva, vistisi braccati, tentano una lunga quanto disperata fuga. Ne nasce un inseguimento a sirene spiegate per le vie del centro abitato di San Marco terminato quando ormai i conducenti del mezzo, a bordo del quale viaggiano anche dieci quintali di oro rosso, vengono indotti a fermarsi dai militari. Gli altri due veicoli con a bordo i complici con funzioni di apri pista capiscono da subito che non è il caso di intraprendere la fuga e, rendendosi conto di essere braccati, escono dalle auto senza accennare la benché timida reazione. Gli occupanti della Lancia Y sebbene abbiano arrestato la marcia colpiscono con pugni e calci i militari che faticano non poco a dichiararli definitivamente in arresto.
Perquisizioni Le perquisizioni effettuate presso gli autoveicoli e le abitazioni in uso ai componenti della banda consentono di rinvenire e sequestrare attrezzi atti allo scasso, taglierini, guanti, passamontagna, torce elettriche, ricetrasmittenti ed un dispositivo artigianale che permetteva ai ladri di accertare se nei cavi di rame fosse presente la tensione o meno.
Ma il meglio deve ancora venire: vengono setacciate palmo a palmo le abitazioni dei componenti del gruppo, domiciliati in prevalenza a Olmo, Perugia. I militari faticano a credere ciò che si presenta ai loro occhi: centinaia di attrezzi rubati dai cantieri edili di Perugia e provincia, utensili per l’edilizia, estintori, generatori di corrente e moltissimo altro materiale che i carabinieri della compagnia di Assisi stanno ancora inventariando e sulla cui provenienza gli uomini dell’arma stanno svolgendo i primi accertamenti.
Droga Ma oltre a due furgoni carichi di refurtiva, gli uomini del N.O.R.M. in occasione di una perquisizione domiciliare rinvengono anche cinque grammi di cocaina, bilancini di precisione e quant’altro possa servire per confezionare lo stupefacente. Uno di loro, italiano, dovrà rispondere anche di detenzione ai fini di spaccio. Gravi le accuse: furto aggravato in concorso, ricettazione, porto abusivo di chiavi e grimaldelli e possesso di droga. I sei sono tutti in carcere in attesa dell’interrogatorio.
