La sede della Corte dei conti (©Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

Dovrà risarcire quasi duemila euro al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, e in particolare al Provveditorato di Perugia la dipendente condannata per alcuni episodi di assenteismo dalla Sezione giurisdizionale della Corte dei conti dell’Umbria. Una vicenda per la quale la donna è stata condannata a fine 2020 anche in sede penale. Stando alla sentenza della magistratura contabile, vengono contestati otto episodi in un ambito temporale circoscritto: dal 25 al 27 novembre 2013 e dal 21 al 25 gennaio dell’anno dopo.

La vicenda La donna non si è costituita in giudizio e per la Corte risulta provato il danno tenuto conto di un comportamento «caratterizzato da inequivocabili modalità fraudolente», le quali hanno «tratto in inganno l’amministrazione presso la quale la dipendente prestava attività lavorativa circa il rispetto dell’orario di lavoro e la presenza in ufficio». La condanna ammonta complessivamente a 1.886 euro, mille dei quali contestati come danno all’immagine, mentre i restanti riguardano il danno patrimoniale diretto per le assenze ingiustificate.

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