di M.T.
Era stato arrestato nel 2011 per avere con se 1500 dosi di eroina. E visto il profilo criminale il giudice aveva anche predisposto che a seguito della pena sarebbe dovuto rientrare in patria. In Tunisia.
Il profilo criminale Le sue iniziali sono J.A, e ha 36 anni, volto noto della piazza di spaccio del centro storico pergino. Spacciatore esperto di vicoli nel reticolo che da via dei Priori porta a San Francesco al Prato. Questo il suo perimetro di traffico al minuto preferito. Non è bastato il carcere e neppure i numerosi arresti a farlo arretrare dalle abitudini criminali. Non è bastato il fatto che fosse comunque monitorato e a stretta sorveglianza delle forze di polizia, come non sono bastate le misure degli arresti domiciliari o il trasferimento a un Cie. Come è comune a molti, l’uomo è stato abile a trovare formule per rinviare l’esecuzione di quel rimpatrio continuando le frequentazioni note. Frequentazioni che gli sono costati altri due arresti per spaccio.
La sua attività Da ultimo è stato ospite nella casa della sua compagna, italiana, in centro storico. Sempre a Perugia. Intanto tra le sue formule per eludere al provvedimento è spuntata la richiesta di asilo internazionale che, dopo i tempi necessari, è stata considerata pretestuosa. Contestualmente ha terminato il suo periodo detentivo. Le condizioni che da tempo attendevano i poliziotti per affidarlo alla giustizia che per lui ha predisposto il rientro al suo paese.
Il rimpatrio La squadra Mobile, che l’aveva localizzato e monitorato nei suoi spostamenti, al momento opportuno lo ha acciuffato e portato in Questura. All’ufficio Immigrazione lo straniero non ha potuto far altro che prendere atto che doveva rientrare, a forza e sotto stretta vigilanza, in Tunisia. Vista la sua pericolosità, da Perugia sono partite due squadre di poliziotti: una che lo ha scortato fino a Fiumicino e una, specializzata nei servizi internazionali, che lo ha scortato a bordo dell’aereo fino a Tunisi. E’ stato consegnato alla polizia del suo paese.
