Era da qualche tempo che gli investigatori della ‘Sco’ si dedicavano, giorno e notte, all’osservazione dei movimenti di un piccolo gruppo di giovani albanesi i quali, occupando un appartamento di via Di Vittorio, effettuavano spostamenti sospetti, sempre in gruppo e in orari notturni, utilizzando due autoveicoli di loro proprietà.

L’operazione Il monitoraggio prende il via proprio dai due autoveicoli, segnalati alla polizia come possibili mezzi verosimilmente utilizzati da soggetti particolarmente attivi nei furti e, eventualmente, nelle rapine in abitazione. A seguito della localizzazione delle due autovetture, i poliziotti hanno individuato il “covo” dei sospettati e di conseguenza, nel corso di uno specifico e mirato servizio di osservazione, ieri mattina si è deciso di intervenire.

Il blitz Nel momento in cui la polizia suona al campanello dell’abitazione interessata, come era facilmente immaginabile, si sente un immediato gran vociare, un trambusto, rumore di apertura di porte, armadi etc., ma soprattutto un duplice disperato tentativo da parte degli occupanti: alcuni si sono posizionati dietro la porta di ingresso facendo una forte pressione sulla stessa affinchè non venisse forzata, mentre altri, prontamente notati da altri agenti nel frattempo posizionati sul retro dello stabile, aprite le finestre, cercavano di saltare giù dal secondo piano.

La banda A quel punto, gli agenti sono riusciti a forzare la porta d’ingresso vincendo la resistenza e paralizzando il tentativo di fuga. Sospetti confermati: si tratta di  7 giovani extracomunitari albanesi tutti pluripregiudicati e, per la maggior parte, clandestinamente presenti sul territorio nazionale. Immediata e doverosa un’accurata perquisizione personale e di tutte le stanze della casa, dove non sono state trovate armi e stupefacenti, ma diversa refurtiva asportata probabilmente nel corso di furti in appartamento: alcune borse di marca, circa 15 orologi di diversa tipologia e valore, diversi oggetti di gioielleria e bigiotteria, soprattutto in argento, e la somma contante in “lire” di circa 200mila, tutto posto sotto sequestro.

Gli sviluppi I 7 albanesi sono stati tutti accompagnati in Questura per il fotosegnalamento, ai fini della loro più compiuta identificazione, dalla quale si è riusciti ad accertare, di conseguenza, il novero dei numerosi trascorsi giudiziari ed amministrativi. Tutti isono stati denunciati per “ricettazione in concorso”, essendo stati trovati nella disponibilità della refurtiva o sorpresi nel tentativo di disfarsene all’arrivo della polizia. Essendo 4 di loro clandestini sul territorio nazionale, per essi sono state tempestivamente avviate, grazie al raccordo conl’ufficio immigrazione, le procedure per l’espulsione dal territorio dello stato.

Espulsioni Per uno solo , probabilmente il più pericoloso, annoverando precedenti per danneggiamento, spaccio di sostanze stupefacenti, porto abusivo di armi, furto aggravato, lesioni personali ma soprattutto tentato omicidio, non è stato possibile avviare le procedure per l’espulsione in quanto munito di regolare permesso di soggiorno rilasciato a Brescia, ma è stato colpito da un provvedimento, a firma del questore di Perugia Carmelo Gugliotta, volto all’applicazione della misura di prevenzione del divieto di ritorno, per 3 anni, nel Comune di Perugia.

Avviso In giornata vengono rese pubbliche le foto degli oggetti rubati. La questura cerca i proprietari che possono contattare gli uffici competenti.

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