I militari della guardia di finanza hanno compiuto perquisizioni anche in Umbria, nell’ambito dell’inchiesta della procura di Roma su presunti appalti truccati all’Anas. Nell’operazione denominata ‘Dama nera’ sono scattati dieci arresti, mentre 31 persone risultano indagate.

Dieci arresti Il blitz delle Fiamme Gialle ha portato a dieci arresti. In particolare, le ordinanze di custodia cautelare (in carcere o ai domiciliari) hanno colpito 5 dirigenti e funzionari Anas (Direzione Generale di Roma), 3 imprenditori, titolari di aziende appaltatrici di primarie opere pubbliche, un avvocato e un politico: Antonella Accroianò. Oreste De Grossi, Sergio Lagrotteria, Giovanni Parlato, Antonino Ferrante, Eugenio Battaglia, Concetto Bosco Logiudice, Francesco Costanzo, Giuliano Vidoni e Luigi Meduri. sottosegretario al ministero delle Infrastrutture nel secondo governo Prodi, dal maggio 2006 al maggio 2008. Dal gennaio 1999 all’aprile 2000 è stato anche presidente della Regione Calabria.

Reati e sequestri I reati contestati a vario titolo, vanno dall’associazione a delinquere, alla corruzione per l’esercizio della funzione e per atto contrario ai doveri di ufficio, dall’induzione indebita a dare o promettere utilità al voto di scambio. Il gip ha disposto inoltre un sequestro per equivalente per 200 mila euro. Una novantina le perquisizioni in Lazio, Calabria, Puglia, Campania, Sicilia, Friuli, Toscana, Umbria, Piemonte, Veneto e Abruzzo.

Le indagini Figura centrale, secondo gli investigatori, è risultata la Antonella Accroglianò, dirigente responsabile del Coordinamento Tecnico Amministrativo di Anas spa, definita «vero e proprio deus ex machina all’interno del sodalizio, che ha visto la fattiva compartecipazione di altri dirigenti dell’azienda pubblica, come De Grossi e Lagrotteria nonché di funzionari “di rango minore”, quali Parlato e Ferrante.

Le intercettazioni Accroglianò, nello svolgimento del suo incarico dirigenziale, è stata intercettata mentre offriva, in un esplicito do ut des – scrivono gli investigatori – il suo sostegno a un altro dipendente Anas («…come si dice… sono una sua ammiratrice io… UNA SUA SPONSOR…
spero di esserlo anche in futuro…»); oppure per far intendere, ai sodali Parlato e Ferrante i suoi propositi illeciti («…speriamo di tenerci forte come abbiamo fatto fino ad adesso..e di fare tutti un saltino in avanti per poterci aiutare… perché quello è poi loscopo.. capito? che chi.. io sono stata abituata in questo modo.. chi cresce, chi fa un salto in avanti, si porta gli altri dietro.. QUESTA È LA SCUOLA…»), soprattutto
in relazione al recente cambio del top management di Anas. Le conversazioni captate hanno consentito di far emergere come nel gruppo valesse la regola per la quale «…SE VIAGGI DA SOLO NON FAI NIENTE… chi ha cercato di viaggiare da solo, POI L’HANNO AZZOPPATO… perché, poi, alla fine, non ti riconoscono più…»: in altre parole, trattavasi di un vero e proprio “sistema” criminogeno, specializzato e
consolidato da anni.

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