di Chiara Fabrizi
Non è un’opera che si poteva autorizzare con le procedure in deroga previste per l’emergenza, né si può accogliere l’ipotesi secondo cui tutto ciò che è realizzato in base alle ordinanze di Protezione civile va considerato temporaneo, tuttavia il ricorso per saltum contro i sigilli al Centro Boeri di Norcia è stato accolto dalla Corte di Cassazione, che lo ha giudicato fondato nella parte in cui non sono chiari i motivi per cui il dissequestro, e quindi l’uso, comporterebbe l’aggravamento dell’illecito, come rilevato dal gip del tribunale di Spoleto, Francesco Salerno. Dopo cinque mesi la Terza sezione penale ha depositato le motivazioni sull’annullamento del sequestro della struttura polivalente di Norcia che, come noto, è anche al centro di un’indagine a carico del sindaco Alemanno e dell’archistar Stefano Boeri che l’ha progettata e ne ha diretto i lavori: la procura della Repubblica ha chiesto il rinvio a giudizio contestando a vario titolo abuso edilizio, deturpamento delle bellezze naturali e violazioni ambientali e paesaggistiche.
Sequestro carente di motivazioni Nelle tredici pagine in cui si articola la decisione della Cassazione (presidente Lapalorcia) il ricorso presentato dall’avvocato Massimo Marcucci, insieme alla collega Luisa Di Curzio, viene considerato fondato soltanto per la parte relativa alla necessità di far scattare il sequestro. In questo senso, i giudici della Terza sezione rilevano come secondo il gip di Spoleto la disponibilità della struttura «è necessariamente destinata ad aggravare le conseguenze degli illeciti in contestazione» sulla base, però di quella che la Cassazione definisce una «mera ricognizione dell’esistenza e dell’uso dell’opera sequestrata», da cui «non risulta chiaro in che modo l’utilizzo della struttura stessa possa incidere in modo irrimediabile sul carico urbanistico». La Cassazione nella sua decisione rileva anche come il gip «non ha tenuto conto della peculiarità del caso in esame, caratterizzato dal fatto che l’opera ormai compiuta è di proprietà comunale, è stata realizzata in un contesto sconvolto dal sisma e anche per questo è stata destinata comunque a soddisfare le esigenze fatte proprie dalla pubblica amministrazione».
Ok in deroga e temporaneità infondati Infondate, invece, le altre questioni sollevate dall’avvocato Marcucci per tentare di liberare dai sigilli il Centro Boeri.. In particolare per la Cassazione, come per procura e gip di Spoleto, «la realizzazione della struttura in questione non è consentita alcuna deroga, non essendo prevista tra quelle elencate nelle ordinanze di Protezione civile»: in altre parole il Centro Boeri non poteva essere autorizzato con semplice decreto del sindaco Alemanno, ma avrebbe dovuto seguire l’iter ordinario. E per la Cassazione, chiamata a pronunciarsi per il dissequestro, a poco rileva la tesi difensiva che indica la struttura polivalente come sede del Centro operativo comunale e del municipio di Norcia, perché negli atti pubblici relativi si parla di «struttura polivalente per il ripristino delle attività sociali, espositive ed istituzionali». Male per la difesa del primo cittadino di Norcia anche la delicatissima partita sul concetto di temporaneità su cui la Cassazione, coi giudici che respingono la tesi di Marcucci secondo cui «tutto quello che è realizzato in base alle ordinanze di Protezione civile, deve essere per ciò stesso considerato un intervento temporaneo e/o provvisorio». Il sequestro del Boeri è stato comunque annullato dalla Terza sezione (ma non revocato) e ora dovrà essere il gip di Spoleto con un nuovo decreto a stabilire se confermare la misura cautelare dei sigilli o restituire l’opera alla comunità terremotata.
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