Andrew Howe all'uscita dalla sala operatoria (Foto Fabrizio Troccoli)

di Ivano Porfiri e Maurizio Troccoli

«Per i mondiali non ci sarò e forse non ce l’avrei fatta comunque, ma per le Olimpiadi sarò in grande forma e ai miei tifosi voglio dire aspettatemi». E’ un Andrew Howe sereno e ottimista quello che stamane si è risvegliato il giorno dopo l’operazione al tendine di Achille, all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia.

La mattinata Il campione di atletica è stato visitato di mattina presto dai professori Giuliano Cerulli e Auro Caraffa (il decorso post operatorio è stato buono), che il 26enne di Rieti ha voluto ringraziare sentitamente, insieme a tutto lo staff del Santa Maria della Misericordia. Prima di lasciare l’ospedale, Howe è stato intervistato dal responsabile dell’ufficio stampa dell’Azienda ospedaliera, Mario Mariano, e dall’Ansa. «Perugia mi può ridare la carriera, la vita – ha detto Howe – Cerulli aveva già operato mia madre. Inoltre ho apprezzato la grande simpatia di questi professionisti che mi sono stati vicini prima e dopo l’intervento».

365 days to go «La vita certe volte è difficile anche per quelli forti – ha aggiunto Howe -. Non ho letto i giornali, ho visto un po’ la tv e ringrazio tutti quelli che mi sono stati vicini. Ai miei tifosi dico: aspettatemi e godetevi gli spot pubblicitari in cui ci sono io». Accanto all’atleta sono rimaste tutto il tempo la mamma (che aveva proprio una borsa griffata “Nutella”) e la fidanzata. La stessa mamma gli ha scritto sul gambaletto di gesso: «365 days to go» facendo riferimento alle Olimpiadi di Londra 2012. Dopo aver di nuovo ringraziato tutto lo staff dell’ospedale, alle 11 Howe ha salutato e si è allontanato sul sedile davanti di un’Alfa Romeo insieme alla mamma e alla fidanzata.