di Ivano Porfiri e Francesca Marruco
Salta fuori un femore nel macabro puzzle che finora ha portato al ritrovamento di un braccio e una gamba umani all’interno di un campo per l’allenamento dei cani da cinghiale in cima al Monte Tezio. Tra gli alberi che sembrano fantasmi per la nebbia e il ghiaccio a terra a formare un panorama spettrale proseguono incessanti le ricerche per dare un nome e un volto ai resti umani trovati ieri da un gruppo di ciclisti che si erano fermati per fotografare il laghetto ghiacciato.
Trovate scarpe I carabinieri del Nucleo investigativo e della compagnia di Perugia, insieme agli uomini della protezione civile, dei vigili del fuoco e della forestale hanno cercato per tutto il giorno nella boscaglia che circonda lo specchio d’acqua completamente ghiacciato. I militari hanno repertato in mattinata un paio di scarpe che, tuttavia, è quasi escluso che siano collegate al ritrovamento dei resti umani. La zona è, infatti, disseminata di vecchi indumenti gettati tra gli alberi.
L’ipotesi più nera Secondo un primo esame degli investigatori, i resti potrebbero appartenere a un uomo, morto da alcune settimane. Domani sono comunque attese le prime valutazioni del medico legale. La procura, intanto, che sulla vicenda mantiene assoluto riserbo, ha aperto un fascicolo di «atti relativi». Non c’è cioè ancora un’ipotesi di reato ben delineata, ogni pista è aperta, anche se alcuni elementi potrebbero far pensare alla soppressione di cadavere. Qualcuno potrebbe essere stato colto da malore, ma come ha fatto il suo corpo a finire in un recinto con dentro dei cinghiali? Gli inquirenti hanno dovuto tagliare la recinzione per entrare. A questo punto ancora embrionale delle indagini non è esclusa neanche l’ipotesi più nera, quella cioè che vede un uomo ammazzato e poi buttato in pasto ai cinghiali.
Il custode Il custode dell’area sostiene di aver compiuto giovedì scorso una perlustrazione completa della recinzione, passando molto vicino al luogo dove domenica alcuni ciclisti hanno rinvenuto la gamba, e se ci fosse stata anche allora l’avrebbe senz’altro vista. Sempre a parere delle persone che frequentano la zona, per lo più cacciatori, i cinghiali avrebbero lasciato le ossa più grandi, ad esempio del cranio. Che gli animali abbiano disperso i brandelli nell’area è una certezza. Lo dimostra sia il fatto che il femore sia completamente scarnificato, sia le parti di carne mancanti dal polpaccio. Ciò che non è, invece, chiaro è se all’interno di quella recinzione sia finito l’intero cadavere o solo alcune parti. Proprio per questo le ricerche proseguono incessanti, con il terreno battuto palmo a palmo.
Prelevate le impronte Intanto i carabinieri sono riusciti a prelevare le impronte dalla mano, ma la verifica delle impronte digitali compiuta dai carabinieri con la banca dati delle forze di polizia ha dato esito negativo. Esito negativo anche per gli accertamenti sulle persone scomparse recentemente in Umbria.

