Il plico inviato alla Deutsche Bank

di Fra. Mar.

Restano in carcere Francesca Paola Iozzi e Alessandro Settepani, entrambi accusati di far parte di un’associazione sovversiva. Entrambi si trovano nel carcere di Capanne di Perugia. Entrambi sono stati arrestati nell’ambito dell’operazione dei ros ‘Ardire’. I loro avvocati, Paola Lai e Maria Luisa D’Addabbo avevano presentato istanza al gip.

No del gip Lo stesso che qualche giorno fa ha firmato un’ordinanza  di custodia cautelare con cui sono finiti in carcere loro due e altre sei persone, più due già detenute all’estero. Il giudice Lidia Brutti ha infatti deciso di non accogliere l’istanza delle difese che sono già pronte adesso a fare ricorso al Riesame.

Riesame Come farà l’avvocato Caterina Calia che difende Sergio Stefani e la sua compagna, entrambi detenuti a Roma.  Tutti gli arrestati fino ad ora, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, anche se, al posto loro, i loro avvocati dicono che queste persone arrestate nulla hanno a che vedere con il terrorismo di matrice anarchica. E che al massimo possono essere autori di scritti pesanti. Ribelli. Ma che non c’entrano nulla con plichi esplosivi e gambizzazioni.

Pedinati Insinuano anche il dubbio che, se come è stato riferito dai carabinieri, questi soggetti erano continuamente pedinati, perché nessuno si è accorto che stavano per commettere qualcosa? O che hanno commesso quello che gli inquirenti gli attribuiscono? Domande e dubbi, che presto verranno portati all’attenzione del tribunale del Riesame di Perugia. Probabilmente solo i primi giudici che dovranno pronunciarsi in merito a questi arresti che tanto e da tante parti hanno fatto parlare.

I compagni arrestati non abbassano le loro teste Come dell’operazione si continua a parlare nei siti di riferimento di parte della galassia anarchica. «“Operazione Ardire”-  si legge nel comunicato firmato da Rojoscuro – è il nome del recente assalto repressivo dello Stato italiano contro i nostri compagni anarchici. Vari ribelli sono stati arrestati, altri sono sotto indagine, e in più sono stati emessi ordini di arresto ed indagine contro cari compagni che si trovano nelle segrete di altri paesi. I compagni e le compagne perseguiti in Italia ci danno più forza con la propria attitudine davanti alla macchina infernale del terrorismo di stato. Non abbassano le loro teste, non pregano per avere giustizia né reclamano l’innocenza, alcuni di loro si alzano gridando indomiti le proprie convinzioni anarchiche ed insurrezionaliste, alimentando il fuoco della rivolta che si espande come la peste nera, senza gerarchie né centri di comando, contro lo stato, il capitale, la società e la pace dei cimiteri. Oggi, come sempre, che la solidarietà tra rivoluzionari non sia solo una parola scritta!!».

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