di Francesca Marruco
Un colpo alle spalle e uno di traverso che le ha preso entrambe le gambe. Poi un’altra brutta ferita al polso che probabimente Raffaella si è procurata nel disperato tentativo di proteggersi dalla furia omicida dell’uomo che per 20 anni è stato il suo compagno. Emergono particolari inquietanti dall’autopsia sul corpo di Raffaella Presta, eseguita solo in parte venerdì dal medico legale Laura Paglicci Reattelli che continuerà sabato mattina per appurare ogni aspetto e far parlare quel corpo violato da un gesto tanto criminale.
Interrogatorio Mentre i medici legali eseguivano l’autopsia Francesco Rosi, arrestato con l’accusa di omicidio premeditato per aver ucciso la moglie Raffaella Presta con due colpi di fucile, ha risposto diffusamente a tutte le domande del giudice per tre ore e mezzo e ha spiegato che l’arma la teneva carica sotto il letto per paura dei ladri. Perché in passato aveva subito dei furti. E quindi, quei fucili del padre, prima custoditi in soffitta, erano stati divisi tra lui e la sorella ed erano stati portati nelle loro rispettive case.
SUL LUOGO DEL DELITTO. FOTOGALLERY
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Black out mentale Rosi – secondo quanto riferito dal suo avvocato Luca Maori – avrebbe indicato al giudice «circostanze molto importanti» che potrebbero influire sul prosieguo dell’indagine. Circostanze che «non giustificano l’omicidio» ma comunque «gravi». Il legale però non è voluto scendere nel merito delle dichiarazioni del suo assistito che è apparso «molto provato» e che è scoppiato in un pianto diritto ogni volta che nominava il figlio di sei anni. Ovviamente non ha negato di aver sparato alla moglie ma non sarebbe stato in grado ricostruire la dinamica del delitto per un black out mentale sui fatti di sangue. Rosi, secondo quanto trapela, avrebbe comunque aggiunto particolari inediti. Al termine del lungo confronto l’avvocato Luca Maori ha chiesto al giudice la concessione degli arresti domiciliari.
VIDEO: LA RICOSTRUZIONE DEL DELITTO FATTA DAI CARABINIERI
VIDEO: ROSI VIENE PORTATO VIA DAI CARABINIERI
Resta in carcere senza premeditazione Dopo qualche ora poi il giudice Andrea Claudiani ha convalidato l’arresto escludendo l’aggravante della premeditazione contestata dal pm Valentina Manuali e disponendo la custodia cautelare in carcere dell’omicida. Soddisfazione dell’avvocato Luca Maori rispetto all’esclusione della premeditazione.
