Il tribunale di Terni

di Fabio Toni

L’omicidio avvenne nella notte fra il 22 e il 23 settembre dello scorso anno a Sambucetole di Amelia. L’episodio suscitò orrore e sconcerto per le modalità particolarmente brutali con cui venne ucciso un uomo di 36 anni:  una vera e propria esecuzione con un colpo di mannaia alla testa. Nella giornata di venerdì il tribunale di Terni ha condannato il 31 enne Avram Vasilica a 14 anni di carcere per l’omicidio di Aurelian Gorea.

Rito abbreviato La sentenza è stata emessa con rito abbreviato, scelta che ha consentito all’imputato di beneficiare di un terzo di riduzione della pena,  dal giudice dell’udienza preliminare Pierluigi Panariello, il quale ha accolto le richieste formulate dal pm Raffaella Gammarota.

L’omicidio Il fatto avvenne nella casa dove i due vivevano insieme ad altri due connazionali, in via del Sole. Vasilica colpì Gorea mentre questi stava dormendo nella sua camera da letto. I carabinieri, avvertiti da uno dei residenti, trovarono l’omicida con l’arma ancora in mano e in preda ad uno stato confusionale.

Confessò subito La confessione seguente fece emergere antichi dissapori fra i due e un conto ancora aperto che Vasilica (impiegato come operaio elettrico in una ditta dell’amerino) decise di regolare con un colpo di accetta. La povera vittima non ebbe neppure il tempo di reagire: colpito, tentò di alzarsi dal letto ma cadde quasi subito a terra, riverso in un lago di sangue. Dopo l’arresto, è giunta così la sentenza contro la quale il legale del reo-confesso ricorrerà in appello.

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