di Iv. Por.
«A vederla da fuori vive questa attesa con grande equilibrio ma ciò che ha nel cuore lo sa solo lei e il Signore». E’ una Amanda Knox tesa ma che cerca di far trascorrere le ore che la separano dalla sentenza come ogni giorno nel carcere di Capanne, quella a cui ha parlato oggi il cappellano Don Saulo Scarabattoli.
Suona e canta «Ha partecipato alla messa cantando e suonando la chitarra come ogni sabato – riferisce il sacerdote -. Per ciò che posso dire è stata una giornata normale: Amanda sta vivendo queste ore con equilibrio, sembra padrona di sé, il che non vuol dire con freddezza. Anche perché quello che si vede da fuori è il meno, come è il meno ciò che vedono le telecamere o i giudici che la accusano». Certo, chi le sta accanto può sapere da lei qualcosa in più sul suo stato d’animo, «ma non sarò io a profanare questo vincolo di confidenza», spiega Don Saulo.
Soffre e spera Da persona che l’ha conosciuta in tutti questi anni, il sacerdote non la considera diversa dalle altre detenute. «Io le vedo tutte e cento tutti i giorni – dice – e lei vive il suo dramma, la sua sofferenza, ha la sua speranza come tutte. Non è lei che vuole essere al centro dell’attenzione, siete voi media che la trattate in modo diverso, e questo non è giusto». Il sacerdote sottolinea infine «per Amanda così come per le altre il carcere non è una soluzione: non rieduca, non risolve i problemi».
Agitata e speranzosa Di un’Amanda, invece, «agitata, in attesa, ma certamente anche speranzosa» parla l’avvocato Maria Del Grosso, uno dei suoi legali. «Non mi ha detto alcuna frase particolare – spiega l’avvocato – come potete immaginare sono per lei momenti molto particolari». Fino al giorno della sentenza, Amanda non avrà la possibilità di ricevere altre visite né da parte dei legali né dai familiari.
Girlanda: è fiduciosa A vedere Amanda venerdì «di rientro dalle udienze» anche il parlamentare umbro del Pdl, Rocco Girlanda. «Ho trovato un’Amanda Knox provata ma speranzosa», dice. «Sono andato a trovarla per pochi minuti – ha riferito il deputato -, proprio alla fine delle udienze, dopo qualche settimana in cui ci eravamo scambiati solo qualche lettera scritta, a poche ore da quello che per lei sarà il ‘grande giorno’ , per vedere come si sentiva e quali sensazioni provasse. E’ fiduciosa e sta pensando a cosa dirà nella sua dichiarazione di lunedì. Conto, compatibilmente con i miei impegni, di andarla a trovare regolarmente nei prossimi due giorni, soprattutto sarò lì lunedì dopo la sentenza».
Raffaele studia Anche Raffaele cerca di far trascorrere il tempo che lo separa dalla sentenza, nel carcere di Terni. Lunedì leggerà in aula un piccolo scritto. Sia lui che la giovane statunitense dovrebbero rendere, infatti, dichiarazioni spontanee prima che la Corte si ritiri in camera di consiglio. Secondo quanto riferisce l’avvocato Donatella Donati, uno dei suoi legali, Raffaele è «spaventato» per il fatto che lunedì si deciderà il suo destino e perché «ha paura di rivivere quanto successo in primo grado». In queste ore, per distrarsi, Sollecito sta cercando di concentrarsi sullo studio preparando l’orale di un esame universitario. Nemmeno per lui sono previste visite.

