Amanda Knox

Amanda Knox, la 39enne americana assolta in via definitiva dall’accusa di avere partecipato all’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, avvenuto a Perugia nel novembre 2007, porterà in scena dal 7 al 17 agosto al Fringe Festival di Edimburgo lo spettacolo di stand-up comedy «Cartwheel» («Capriola»). Lo riferisce il Telegraph in un’intervista rilanciata da la Repubblica.

Spettacolo Il titolo richiama le notizie circolate all’epoca delle indagini sulle presunte capriole che Knox avrebbe fatto in questura dopo il delitto. L’americana ha spiegato che lo spettacolo nasce da una riflessione su come raccontare ai propri figli l’esperienza della detenzione e delle accuse nei suoi confronti. Ha aggiunto che inizialmente voleva dedicare il monologo alla maternità, ma di essere stata convinta da alcuni amici comici ad affrontare subito il caso giudiziario che l’ha resa nota in tutto il mondo.

Dichiarazioni Nell’intervista Knox sostiene che Meredith Kercher «avrebbe apprezzato» lo spettacolo. «Meredith era una ragazza molto intelligente e raffinata, ma era anche divertente e giocherellona. Ascoltavamo musica insieme e uscivamo a ballare. Le piaceva divertirsi – afferma -. Credo che apprezzerebbe questo mio spettacolo comico». Secondo Knox, il monologo affronta «il significato dell’essere una giovane donna» con sincerità.

Limiti L’ex studentessa precisa che non farà mai battute sulla morte di Meredith Kercher. «Faccio molte battute sul modo in cui sono stata demonizzata, ma non scherzo sul suo omicidio. Per me quella è una linea invalicabile», dichiara al Telegraph.

Famiglia Kercher La posizione è respinta dai familiari della vittima. Il loro legale, Francesco Maresca, definisce l’iniziativa «offensiva e deplorevole» e riferisce che la famiglia è «senza parole». Secondo l’avvocato, Knox continua a realizzare libri e programmi televisivi che parlano della sua vicenda giudiziaria senza raccontare la vita di Meredith.

Replica Knox definisce «assolutamente ingiusta» questa accusa e afferma di non avere mai avuto contatti con la famiglia Kercher. «Se dovessero raggiungermi direttamente per parlare dello spettacolo, vorrei assolutamente confrontarmi con loro», dice. Aggiunge che una delle ferite ancora aperte è «non aver mai avuto la possibilità di parlare con loro» e conclude: «Condividiamo un dolore. Anch’io sono una persona, ho vissuto la mia vita e ho il diritto di raccontare la mia storia. Meredith è una parte importante di quella storia e credo di renderle onore».