Abidi, il secondo pusher arrestato

di MA.T.

Era riuscito a darsi alla fuga la sera del 20 agosto quando i militari del nucleo operativo e Radiomobile di Perugia, grazie alle indicazioni fornite dalla fidanzata di M. P., l’alpino morto in un hotel presumibilmente a causa della droga (da accertare), li avevano rintracciati nei pressi di piazza Danti. Quella sera è stato arrestato il 26enne tunisino Mohamed Sahroui. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, l’alpino aveva trascorso la serata tra i locali del centro perugino e poi avrebbe comprato della cocaina. Tre involucri contenenti la droga sono stati poi trovati nella stanza d’albergo dell’alpino, da dove la fidanzata aveva dato l’allarme per poi riferire agli agenti di avere trovato il fidanzato morto, al suo risveglio.

Gli inquirenti avevano, però, già chiuso il cerchio ed il concorrente nella cessione dello stupefacente era già stato individuato: nei suoi confronti il pm titolare delle indagini, Giuseppe Petrazzini, appena qualche giorno dopo la cattura del complice aveva emesso un decreto di fermo.

Le sue ricerche non sono state mai interrotte: i carabinieri del nucleo investigativo del reparto operativo hanno passato al setaccio locali, bar, zone frequentate da spacciatori e tossicodipendenti fino a quando, nella tarda serata di martedì, i militari lo hanno rintracciato nei pressi di corso Garibaldi. Il 32enne tunisino El Khakraoui Nizar alias Abidi Walid, clandestino e con precedenti di polizia per reati inerenti gli stupefacenti, anche stavolta ha tentato di sottrarsi alla cattura tanto che nelle fasi dell’operazione uno dei militari ha riportato la frattura di un dito di una mano. Condotto nel carcere di Capanne, dovrà rispondere – fino a quando l’esito degli esami medico-legali disposti sulla salma delll’alpino non farà piena luce sulle cause del decesso – della sola cessione dello stupefacente.

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