(foto di Paolo Giandotti - Ufficio per la Stampa della Presidenza della Repubblica)

di Chiara Fabrizi

«Nedved mi disse che il calciatore del Barcellona si era proposto con un sms per un ingaggio alla Juve». A parlare è Andrea Agnelli che così risponde alla prima domanda dei pm Paolo Abbritti e Giampaolo Mocetti che, il 26 gennaio scorso, insieme al procuratore capo Raffaele Cantone, hanno sentito il presidente della Juventus come persona informata dei fatti (non indagato) nell’ambito delle indagini sul presunto esame farsa sostenuto dal bomber Luis Suarez il 17 settembre 2020 all’Università per Stranieri di Perugia, su cui un paio di settimane fa sono state chiuse le indagini.

CASO SUAREZ, LA PROCURA CHIUDE LE INDAGINI

Agnelli: «Suarez inviò un sms per venire alla Juve» Cosa ha detto Agnelli ai magistrati: «In quel periodo vi erano in piedi diverse trattative per Dzeko, Milik, Cavani e Morata, che poi è stato acquistato, oltre all’ipotesi relativa a Suarez. Riguardo a quest’ultimo, all’inizio di settembre, fui informato che l’ingaggio di Suarez era di difficile realizzazione perché era risultato che lo stesso non aveva la cittadinanza comunitaria». I magistrati gli chiedono anche di riferire quando è stato informato dell’impossibilità di tesserare Suarez: «Penso che fui informato intorno al 14 settembre. Al mio rientro la società si stava già muovendo su Dzeko».

L’esame I magistrati chiedono anche se il numero uno della Juve fosse a conoscenza delle attività che hanno preceduto l’esame: «Non ricordo di essere stato informato di alcuna attività in corso» dice il presidente, che poi aggiunge: «So dell’esame di Suarez dai giornali e ricordo che chiamai il calciatore, in un’unica occasione, per ringraziarlo di essersi proposto per un inserimento nella nostra squadra, nutrendo stima nelle capacità sportive del calciatore stesso e ritenendo che la sua proposta fosse ragione d’orgoglio per la nostra società».

TUTTO SUL CASO SUAREZ

I contatti Non resta fuori dall’incontro tra Agnelli e i magistrati, avvenuto al comando provinciale di Perugia della Guardia di Finanza, la questione dei «contatti tra lo staff della società, il ministro delle Infrastrutture (ormai ex, Paola De Micheli, ndr) e il ministero degli Interni in relazione alla vicenda» su cui pm chiedono ad Agnelli se avesse chiesto spiegazioni in merito e lui risponde: «Sì, ma la cosa non mi ha sorpreso, perché sono a conoscenza di rapporti personali di amicizia risalenti tra Paratici e Paola De Micheli e trattandosi di una mera richiesta di informazioni sull’ufficio da contattare non mi è parso ci fosse nulla di strano».

Il parere Uefa A Perugia è stato anche affrontato il tema della richiesta di parere Uefa inviata il 14 settembre, cosa di cui Agnelli era a conoscenza: «Lombardo (Maurizio, ex dirigente juve, ndr) mi fece presente di aver formulato tale richiesta per verificare se si potesse inserire un calciatore nelle liste Champions anche successivamente alla scadenza fissata per i primi di ottobre. Tale parere – dice il presidente bianconero costituisce prova, secondo me, del fatto che il 14 settembre era già chiaro che Suarez non poteva essere tesserato in tempo».

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