Chiuso con la condanna a nove mesi di reclusione ai danni di un 50enne ex dipendente del Centro di finitura dell’Ast di Terni, il processo nell’ambito dell’inchiesta ‘Acciaio d’oro’.
Acciaio d’oro A riportarlo è Il Messaggero. L’inchiesta legata ai furti di materiale ferroso esplose nel febbraio del 2015. Portò all’arresto di sei persone per furto in concorso, diciassette indagati e a perquisizioni e sequestri. Il prodotto era destinato al sito di viale Brin per rientrare nel ciclo produttivo in fase fusoria ma alcuni infedeli lo trasferivano invece in un centro dedito alla commercializzazione dello stesso. Secondo quanto ricostruito all’epoca dei fatti, in un mese sarebbero state sottratte all’Ast 100 tonnellate di scarti ferrosi, valore oltre 100mila euro. Altre 600 sarebbero sparite, fra il 2013 e il 2015. Le indagini furono condotte dalla polizia ambientale dell’allora Corpo Forestale dello Stato. L’ultimo a processo è stato condannato dal giudice Elisa Fornaro. Il pm, Giulia Bisello, aveva chiesto una condanna a due anni e due mesi, ma l’uomo come spiegato dal legale Francesco Mattiangeli al quotidiano, non sconterà nulla in quanto a settembre prossimo il reato sarà prescritto.
