Pullman fermi

di C.F.

Timori per il futuro dei pullman Spoleto-Terni. È scattato l’allarme tra la trentina di lavoratori pendolari che quotidianamente si servono del servizio di linea di Umbria mobilità per raggiungere i propri posti di lavoro.

A seminare l’apprensione tra gli abbonati è l’imminente scadenza del contratto di linea, fissata per il 31 dicembre, ma anche i tanti rumors circolati in questi ultimi giorni alla luce dei monitoraggi avviati da Um su tutta la rete regionale del trasporto pubblico su gomma in vista delle annunciate soppressioni. La paura, insomma, è che la mannaia dei tagli si abbatta anche sulla storica linea lasciando a piedi, causa mancanza di alternative, treni compresi, i lavoratori pendolari, del tutto intenzionati a scongiurare l’ipotesi di mettersi in macchina per raggiungere il proprio posto di lavoro.

Lavoratori: «Con le auto pericoloso» «Prima di tutto – raccontano alcuni di loro – non sono molti quelli che lavorano alle acciaierie, tra i pendolari ci sono dipendenti Asl, del corpo forestale e di altre aziende ternane con sedi dislocate in varie zone, motivo per cui non è pensabile organizzarsi con le auto». Non solo. «I costi del carburante sarebbero elevatissimi ed ingestibili, anche se a preoccuparci maggiormente sono i rischi i termini di sicurezza». Già, perché dopo otto ore di turno notturno tornare a casa  in auto risalendo il valico della Somma significherebbe esporsi a pericoli che nessuno vorrebbe correre.

Incontro con le istituzioni Il rinnovo della linea, dunque, è una questione piuttosto sensibile. Tanto che il comitato dei lavoratori pendolari, che già nel 2007 scongiurò la soppressione della storica linea incassando il rinnovo oggi in scadenza, ha chiesto un incontro all’assessore provinciale ai trasporti, Luciano Della Vecchia, e pure a quello del Comune di Spoleto, il vicesindaco Stefano Lisci. Da chiarire c’è il futuro di un servizio fondamentale per operai e impiegati.