Il biglietto del mazzo di fiori lasciato al club velico (Foto Umbria24.it)

di Ivano Porfiri

E’ un paese che si è risvegliato in un clima di lutto, Passignano sul Trasimeno, dove venerdì è morto Jacopo Riganelli, il bimbo lasciato per ore all’interno dell’auto del padre Sergio, che poi lo ha trovato senza vita alle 12.30. Anche il sindaco del paese, Claudio Bellaveglia, ha confermato la proclamazione del lutto cittadino nel giorno in cui si svolgeranno i funerali.

Paese silenzioso e commosso Poca la voglia di parlare con i giornalisti. Come dimostrazione di affetto molti passignanesi in mattinata sono passati anche nel parcheggio del circolo nautico (fuori dal cancello è stato affisso un cartello con su scritto “chiuso per lutto”), luogo dove è morto il bimbo. Lì una donna bionda con due bambini, uno per mano, si è avvicinata ed ha appeso al tronco di un albero un mazzo di dodici rose bianche con un biglietto dedicato a Jacopo: «Ciao piccolo angioletto», vi si legge, firmato «zia Graziella, Samuele, Nicolò». Anche la barista dell’esercizio che si trova di fronte al club si commuove appena le si chiede se ieri fosse stata qui all’ora della disgrazia. Fuori dalla porta dell’asilo ‘Sacro Cuore’, frequentato dal bimbo, la Direzione ha appeso un cartello in cui «a seguito del grave lutto che ha colpito l’asilo» si chiede «a tutti quanti un rispettoso silenzio. Di evitare pettegolezzi e inopportune domande».

Sergio e Jacopo Lo raccontano come un padre affettuoso, legatissimo al figlio Jacopo, morto ieri a 11 mesi dopo essere rimasto alcune ore chiuso in auto. Sergio Riganelli, 41 anni cresciuto in Svizzera e tornato a vivere a Passignano sul Trasimeno, paese di origine della famiglia, è nelle parole dei vicini di casa il prototipo del buon padre. «Era legatissimo al figlio – racconta un dirimpettaio -. La mattina quando andava al lavoro metteva Jacopo nel seggiolino e gli diceva: “Andiamo, uno al lavoro e uno a scuola. Quello che è successo è davvero inspiegabile». Sergio Riganelli ed Eva Ismaili, psicologa di origini albanesi, abitano una casa rosa di due piani in una stradina senza uscita che, ironia della sorte, si chiama ‘via Lieta’. Questa mattina, con le persiane bianche aperte e i fiori ben curati sul parapetto del terrazzino al primo piano, non fosse stato per il viavai di parenti e giornalisti (ma i due genitori del bimbo non c’erano), sarebbe sembrato il posto più lontano al mondo da una tragedia come quella avvenuta al piccolo Jacopo. Un altro vicino, un anziano che abita all’imbocco di via Lieta, conferma l’immagine di una famiglia normale: «Lui la mattina lavorava, ma il pomeriggio stava sempre col figlio, era un padre presente e affettuoso. Anche la mamma lavora alla Asl di Magione».

Don Gianni: non addossatevi colpe A Sergio ed Eva Don Gianni, vice parroco di San Cristoforo (il parroco è ricoverato in ospedale), dirà di «stringersi tra di loro e non addossarsi colpe». «Li andrò a trovare il prima possibile – aggiunge Don Gianni – so che ora sono ospiti di parenti fuori paese». Il vice parroco riferisce che l’intera comunità è sconvolta. «E’ un episodio che ha dell’imponderabile – afferma – una cosa di quelle che pensi non debba mai succedere vicino a noi. Queste sono situazioni che un prete non vorrebbe mai affrontare. Già il caso di Elena aveva suscitato commozione nei parrocchiani». Don Gianni, alla parrocchia di San Cristoforo da due anni, racconta come la coppia frequenti la parrocchia. «Qui avevano frequentato il corso prematrimoniale e qui hanno battezzato Jacopo 4 mesi fa».

Lutto per i funerali A Passignano la famiglia è conosciuta. «In una dimensione così piccola – spiega l’assessore ai Servizi sociali, Luca Briziarelli – oltre al ruolo istituzionale c’è un rapporto personale, anche per questo la notizia ci ha toccato tanto e facciamo fatica a rilasciare dichiarazioni». Il Comune conferma la proclamazione del lutto cittadino per il giorno dei funerali. Intanto alla parrocchia di San Cristoforo sabato pomeriggio una messa verrà dedicata a Jacopo.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.