di Francesca Marruco

«Si tratta di un distacco difficile e triste» ha detto il generale di brigata Claudio Curcio che stamane ha ceduto il comando della Legione Umbria al colonnello Antonio Pietro Marzo.  Il generale Curcio lascia il comando dell’Arma in Umbria dopo 34 mesi di servizio. Ha ringraziato tutti i carabinieri, specialmente chi ha dato al vita per fare il suo lavoro, ma anche chi, quotidianamente lavora senza clamori, e le famiglie di tutti i militari della Legione.

Curcio: lascio militari altamente motivati Il generale Curcio ha ricordato infatti Donato Fezzuoglio e Andrea Angelucci, entrambi uccisi mentre erano in servizio, «alle loro famiglie-  ha detto – non mancherà mai il nostro affetto e il nostro sostegno».  Il generale, che alla presenza di rappresentanti delle istituzioni umbre ha lasciato il posto al colonnello Marzo, ha augurato ai carabinieri della Legione Umbria, che ha definito «altamente motivati e determinati » di continuare a fare il loro lavoro con la stessa abnegazione con cui lo hanno fatto fino ad ora.

Marzo: grato di essere qui Il generale Claudio Curcio andrà ora a dirigere l’istituto superiore di tecniche d’investigazione a Velletri, e al suo posto arriva il colonnello Antonio Pietro Marzo, che ha detto di essere «grato di poter servire la popolazione di questa splendida terra, impareggiabile modello nella storia del nostro paese di civiltà, cultura ed arte».

Indici molto positivi in Umbria Dopo il generale Curcio e il colonnello Marzo è intervenuto anche il comandante interregionale Podgora, il generale di corpo d’armata Stefano Orlando che ha parlato dei tre anni in cui il comandante Curcio è stato alla guida della Legione Umbria, gli effetti della sua azione, «sono testimoniati dai molto positivi indici di operatività espressi sia sul piano della repressione che della prevenzione», che il generale si è detto certo, verranno mantenuti anche con l’avvento del colonnello Marzo.

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