Gabrio Pernici é un personaggio ormai ‘storico’ nell’ambito del Città di Castello: per tanti anni team manager sotto la gestione Caldei, é stato chiamato anche dalla nuova compagine societaria per portare il proprio contributo di esperienza e buon senso. Riveste ora l’incarico di addetto agli arbitri, e rimanendo a sedere – come prima- in panchina ha una visione, per così dire, privilegiata rispetto a quel che succede in campo.

E quel che ha visto l’altro giorno contro il Flaminia gli è piaciuto assai: con qualche distinguo…
«Sì, la reazione al loro pareggio è stata importante e di sostanza, diversamente da altre volte: certo, magari con un pizzico di buona sorte, in quanto dopo il 90° é sempre complicato rimettere in piedi la baracca. Purtroppo però eravamo ricaduti in una sindrome negativa, che è quella di non esser capaci di gestire con freddezza il vantaggio, specie all’ultimo… Non so, forse inconsciamente subentra l’affanno di non farcela, e su certe scelte finiamo col mancare di lucidità».

Non sarà per il fatto che la squadra corre molto, con grande generosità, e alla fine si può pagare qualcosa?
«Può essere: certo non possiamo imputare ai ragazzi il fatto che danno tutto, con un gran cuore ed una foga agonistica di spessore. Ecco, magari gestirsi un po’ meglio, può diventare un aspetto fondamentale per le nostre fortune…»

Le quali sono rilevanti, mi pare: i 25 punti a metà strada erano un obiettivo, perfettamente centrato.
«Già, e sotto questo punto di vista il successo coi laziali risulterà fondamentale, nell’analisi complessiva del nostro torneo : abbiamo recuperato due pareggi insoddisfacenti con le ultime della classe, ora possiamo guardare al futuro con tranquillità e fiducia».

Cosa ci fa Calderini in un campionato del genere, tanta é la sua superiorità tecnica!
«E per fortuna ce l’abbiamo noi! É vero però, Elio in giornata è assolutamente devastante: l’altro giorno é parso che, subito il pari, abbia deciso che non poteva finire così. E difatti…»

Da addetto agli arbitri, non posso non chiederti della prova del signor Campagni di Firenze: mister Nofri era indiavolato, alla fine…
«Ho rivisto con attenzione il maggior episodio incriminato, vale a dire il mani di Mariucci in area, ed ho concluso che il direttore di gara ha fatto bene a non fischiare il penalty: braccio attaccato al corpo, deviazione primaria sulla coscia, in questi casi… Certo, posso comprendere che Fabrizio, che è un amico, se la sia presa, però…»

In definitiva: ci apprestiamo alla fase discendente della stagione con animo tranquillo.
«Sicuro, ma sempre concentrati al massimo: la dirigenza è giustamente esigente, non tollererebbe flessioni. Anche perché l’anno prossimo intendono alzare l’asticella. E di un bel po’!»

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.