Paul Giamatti e Dustin Hoffman

di Gordon Brasco

Capita di rado di avere l’opportunità di vedere sul grande schermo uno dei propri libri cult. C’era già capitato con il Profumo – Storia di un assassino (2006)  film di Tom Tykwer e tratto dal libro di Patrick Süskind  (Il profumo) e ora è toccato a La versione di Barney tratto dall’omonimo libro di Mordecai Richler (sarà un caso ma sia nell’uno che nell’altro caso tra gli interpreti troviamo Dustin Hoffman). Perché si è aspettato tanto per portare sullo schermo la vita del cinico Barney Panofsky, astioso ebreo canadese pieno di ex mogli e scheletri nell’armadio? Semplicemente perché pochi attori se la sentivano di rendere su celluloide un personaggio così complesso e avvolgente come quello dipinto su carta da Richler.

Giamatti, un Barney quasi perfetto Questo arduo compito è stato accettato da Paul Giamatti, bravissimo attore, chiamato a plasmare la sua recitazione e il proprio aspetto fisico mano mano che la pellicola narrava la vita, piena di vizi, malignità e amori sbagliati, del protagonista. Giamatti interpreta un Barney quasi perfetto, meno acido e spietato dell’originale cartaceo, quindi più umano e immedesimabile per il pubblico in sala. La scelta di Giamatti di esaltare la sfera emotiva di Barney piuttosto che la sua ferocia non snatura la storia, semmai la mostra da una angolazione diversa. Probabilmente questo non farà felici i barneyani incalliti ma ci rendiamo anche conto che la scelta di caratterizzare umanamente Barney in modo più «stemperato» rispetto al cinismo assoluto con il quale nel libro rifila  rasoiate di assoluta cattiveria a chiunque, serve anche per rendere l’opera di Richler più comprensibile, capace cioè di essere assimilata anche da un pubblico meno preparato o che non ha letto il libro.

Dialoghi e recitazione da 10 e lode Assolutamente eccellenti le scene con il padre interpretato da un Dustin Hoffman in forma smagliante: dialoghi e recitazione da 10 e lode. Nota negativa la compressione (ma forse sarebbe meglio dire la riduzione) degli eventi legati al primo matrimonio di Barney (spostato senza alcun motivo da Parigi a Roma), sarà stata questione di spazio ma ci è sembrata comunque una scelta poco felice. La versione di Barney è dunque un bel film, recitato e diretto con maestria, denso di contenuti, sentimenti e senza retoriche nascoste. Non è la trasposizione fedele del libro ma gli rende onore.

Trama: Barney Panofsky (produttore televisivo di successo) è un ricco ebreo canadese figlio di un poliziotto che, passati i sessant’anni, decide – apparentemente controvoglia – di scrivere una autobiografia. Il motivo che spinge Barney a scriverla è dare la sua «versione» dei fatti che hanno portato alla morte del suo amico Bernard «Boogie» Moscovitch, e liberarsi così dall’accusa di omicidio mossagli nel libro «Il tempo, le febbri» dallo scrittore Terry McIver, compagno di Barney al tempo del suo lungo soggiorno a Parigi.

Un film di Richard J. Lewis. Con Paul Giamatti, Dustin Hoffman, Minnie Driver, Rosamund Pike, Rachelle Lefevre. Titolo originale Barney’s Version. Commedia, durata 132 min. Canada, Italia 2010. Medusa

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Cinema:

Perugia

Gherlinda: 16.00 19.00 21.50

Multiplex Giometti: 17.00 19.50 22.30

Terni

Cityplex Politeama Lucioli: 10.00 16.15 20.15 22.40

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