di Gordon Brasco
Il caso ribattezzato “The West Memphis three” fu uno dei più drammatici giudizi di ingiusta colpevolezza mai emessi negli Usa. Ovvio quindi che la storia sia già stata trattata dai media sviscerando ogni chiaroscuro possibile… per chi fosse completamente a digiuno degli eventi sarà di conforto sapere che esistono ben quattro documentari (tra tutti ricordiamo quello di Joe Berlinguer e Bruce Sinofsky, ovvero Paradise Lost del 2011). Tutto questo materiale pregresso non fa certo bene al film di Egoyan (Chloe – Tra seduzione e inganno del 2009) che si ritrova con l’immane compito di presentare una storia fin troppo conosciuta e al contempo di catturare l’interesse dello spettatore…è un po’ come se in Italia dopo anni di indagini televisive, plastici da Bruno Vespa e tonnellate di carta stampata sull’argomento qualcuno si mettesse in testa di fare un film sull’omicidio di Cogne: il risultato rischierebbe di essere un lavoro comunque parziale e di suscitare nel pubblico un interesse pari a quello di una colonscopia. Il regista di origine armene è così impegnato nel cercare di descrivere la storia nel modo più distaccato possibile, tanto da sembrare quasi spaventato nel prendere una posizione. L’imparzialità è sempre un’ottima dote ma è nella natura umana dare giudizi e cercare di sottrarsi a questa regola quando si fa un film (invece che un documentario) di solito rende il tutto privo di mordente, senza considerare che il tentativo di instillare nello spettatore l’inquietudine dei riti satanici è così blanda che neppure ne avrete sentore.
Meglio i documentari Reese Witherspoon è sicuramente la migliore del cast, si impegna e rende la propria performance decisamente sopra la sufficienza. Chi invece proprio non riusciamo a riconoscere è Colin Firth: il vincitore dell’Oscar come miglior attore protagonista per Il discorso del re (regia di Tom Hooper del 2011) passeggia nel film come se si fosse perso sul set…le uniche cose rilevanti che riesce a fare per quasi due ore è sudare e lanciare sguardi enigmatici, in pratica una prova di recitazione buona per una pubblicità di un deodorante non per un film drammatico. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi no: il fatto è che se conoscete la storia di cronaca questo film non aggiunge né toglie nulla di quanto già risaputo. Se invece non conoscete i fatti e vorreste approfondire un evento che è stato uno dei casi giudiziari più scandalosi della storia americana allora non è questo il film adatto, meglio noleggiarsi i documentari già esistenti che offrono ricostruzioni molto più dettagliate e giornalisticamente più rilevanti di quello che potrete mai cogliere dal film di Atom Egoyan.
Un film di Atom Egoyan. Con Reese Witherspoon, Colin Firth, James Hamrick, Seth Meriwether, Dane DeHaan. Drammatico, durata 114 min. USA 2013. Notorious.
Trama: Nel 1993 tre adolescenti americani furono condannati per l’omicidio di tre bambini di otto anni nell’ambito di quello che fu descritto come un rituale satanico. La sentenza, da subito molto discussa, si basava sulla confessione di uno dei tre ragazzi, che dalle perizie si è rivelato soffrire di un ritardo mentale. Damien Echols, Jessie Misskelley Jr. e Jason Baldwin sono stati rilasciati quest’anno dopo quasi vent’anni di prigionia.
Perugia
Gherlinda: 17.15 / 19.50 / 22.25
Uci Cinemas Perugia: 15.00 / 17.30 / 20.00 / 22.30
Foligno
Multisala Clarici: 20.00 / 22.30
Terni
The Space: 15.20 / 17.40 / 20.00 / 22.20
