di Gordon Brasco

Non entreremo della diatriba politica che accompagna il film. Sono settimane che c’è chi parla di «assoluzione per i terroristi», di un «Calabresi troppo buono», di un «Pinelli agnello sacrificale» …insomma ognuno ha da dire qualcosa, peccato che si tratti di un film e non di una sentenza di tribunale. Marco Tullio Giordana non mette in scena una lettura delle carte processuali ma le usa come spunto per offrire allo spettatore una versione drammatica della vicenda, parziale, personale come deve essere. Insomma non vuole offrirci una verità oggettiva ma solo uno spunto per spronare la nostra coscienza (e il nostro intelletto) a farsi domande. Il titolo, Romanzo di una strage, è un omaggio a Pier Paolo Pasolini che scrisse «Io so ma non ne ho le prove» e se dobbiamo fare un appunto al copione è che forse manca della passione con cui il grande scrittore e regista romano scrisse della vicenda di Piazza Fontana, una mancanza studiata a tavolino a favore di un racconto meno «sulle barricate», stile che Giordana non ha mai sposato.

Una grande prova Con questo non si vuol dire che il film manchi di sentimento o di pathos, tutt’altro, è che gli stili dei due registi sono differenti e sarebbe stato sciocco da parte Giordana cercare di ricalcare le orme di Pasolini perchè probabilmente ne sarebbe venuto fuori un qualcosa di poco convincente. Il film invece è nella sua realizzazione artistica una grande prova del cinema italiano di denuncia: la trama è serrata e fluida, le ambientazioni perfettamente ricostruite e soprattutto il cast ci offre una performance da incorniciare. Mastandrea interpreta un commissario Calabresi forse un po’ troppo intimista ma che riesce perfettamente a trasmettere il dramma di un uomo dello Stato che si sente ogni giorno sempre più solo contro un destino inevitabile. Favino invece è un Pinelli perfetto: spigoloso, fiero, sanguigno ma per passione non per odio. Un’accoppiata del genere da sola vale il prezzo del biglietto. Insomma se vi state chiedendo se valga o meno la pena spendere dei soldi per questo «Romanzo di una strage» la risposta è assolutamente SI: è un film davvero ben fatto, che ripropone una delle pagine più tristi e buie della nostra storia e recitato da due grandissimi attori.

Un film di Marco Tullio Giordana. Con Valerio Mastandrea, Pierfrancesco Favino, Michela Cescon, Laura Chiatti, Fabrizio Gifuni. Drammatico, durata 129 min. Italia 2012.  01 Distribution.

Trama: Milano, 12 Dicembre 1969. Alle ore 16.37 in piazza Fontana un’esplosione devasta la Banca Nazionale dell’Agricoltura, ancora piena di clienti. Muoiono diciassette persone e altre ottantotto rimangono gravemente ferite. Nello stesso momento, scoppiano a Roma altre tre bombe, un altro ordigno viene trovato inesploso a Milano. E’ evidente che si tratta di un piano eversivo. La Questura di Milano è convinta della pista anarchica, ci vorranno molti mesi prima che la verità venga a galla rivelando una cospirazione che lega ambienti neonazisti veneti a settori deviati dei servizi segreti. La strage di Piazza Fontana inaugura la lunga stagione di attentati e violenze degli anni di piombo.Nel corso di 33 anni vari processi si susseguono nelle più varie sedi, concludendosi con sentenze che si smentiscono a vicenda. Alla fine tutti risulteranno assolti, la strage di piazza Fontana per la giustizia italiana non ha colpevoli.

Perugia

Gherlinda: 18.50 21.30

Zenith: 19.00 21.45

Foligno

Multisala Clarici: 17.30 20.00 22.30

Terni

Cityplex Politeama Lucioli: 10.00 17.00 20.15 22.30

The Space: 17.30 20.00 22.30

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