di Gordon Brasco

La cosa peggiore che vi possa capitare al cinema è la delusione per un finale sbagliato. Rimanete seduti per quasi due ore, lasciate correre alcuni svarioni nel copione perché la storia in fondo vi piace, siete disposti persino a sorvolare su una caratterizzazione troppo leziosa di alcuni personaggi e una Carolina Crescentini non proprio impeccabile e poi che succede? Arriva un finale talmente assurdo e sconclusionato che un calcio nelle parti basse avrebbe avuto meno effetti collaterali.

Favino magistrale La storia ha un buon inizio e siamo sinceri nel dire che la scelta di girare la pellicola con questi toni di grigi accentuati, stravolti da luci e contrasti inaspettati ci è piaciuta molto. Favino poi è magistrale come sempre e se non fosse per lui a risollevare da solo l’intero comparto recitativo, il film sarebbe naufragato sin dalle prime battute. Invece la sua profondità e bravura scenica rappresentano una sicurezza per qualsiasi regista voglia impegnarsi nel raccontare una storia drammatica, genere in cui l’attore romano sembra davvero dare il meglio di se.

Le cose che non vanno Le cose che non vanno in questa pellicola diretta da Montaldo sono essenzialmente due: una classe borghese rappresentata malissimo, con modi di fare ottocenteschi e battute buone per una soap opera, e come già anticipato la grande delusione del finale, con una trovata buona per una fiction televisiva cingalese. Un colpo di spugna insulso e banale davvero inspiegabile, che condanna questo film a una bocciatura senza appelli visto che resetta d’un colpo quanto d’interessante il regista aveva cercato faticosamente di costruire in 90 minuti di proiezione. Insomma se vi state chiedendo se valga la pena spendere dei soldi per questo L’industriale la risposta è NO, è un film che per buona parte del tempo potrebbe galleggiare tranquillamente su un 6 pieno ma l’insulso finale è da zero spaccato.

Un film di Giuliano Montaldo. Con Pierfrancesco Favino, Carolina Crescentini, Eduard Gabia, Elena Di Cioccio, Elisabetta Piccolomini. Drammatico, durata 94 min. Italia 2011.  01 Distribution.

Trama: Nicola è il titolare di una fabbrica, ereditata dal padre, che adesso è sull’orlo del fallimento. Nicola si ritrova strangolato dai debiti e dalle banche, nella Torino che vive la grande crisi economica che soffoca tutto il paese. Ma è orgoglioso, tenace. Ha deciso di risolvere i suoi problemi senza farsi scrupoli, esattamente come le finanziarie che lo vorrebbero al tappeto. Laura, sua moglie, è sempre più distante. La sta perdendo, se ne è accorto, ma non fa nulla per colmare la distanza che ormai li separa.

Terni

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