di G.O.
Ivan Zaytsev, il pallavolista “russo-spoletino”, si schiera contro la guerra con un post sui social e il padre Vjačeslav, ex stella del volley, che vive a 30 chilometri dal confine con l’Ucraina, gli fa sapere che le sue posizioni stanno facendo discutere i russi. Ospite a Otto e mezzo Zaytsev, però, non cambia registro e conclude dicendo: «Questa è la guerra di un unico uomo al comando di una potenza mondiale».
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I russi contro la guerra In rete lo zar del volley aveva scritto: «Quello che stanno vivendo i nostri fratelli in Ucraina è terrificante e ingiustificato. Sono addolorato, non è questa la Russia che conosco, ci sono tantissime persone che non vogliono questo conflitto. Sono con chi ha il coraggio di protestare, con tutto il popolo ucraino che sta scappando e con coloro che stanno resistendo per proteggere tutto quello che hanno: la loro terra, la loro casa, la loro libertà». Poi, lunedì sera, da Lilli Gruber ha ribadito: «Credo che questo conflitto sia voluto solamente dal governo per ragioni politiche e ideologiche, ma non è la guerra dei russi».
Il padre a 30 km dal confine russo Zaytsev, che ha fatto sognare la Sir Perugia e la Nazionale, non nasconde il proprio Dna russo, definendosi «estremamente nazionalista e orgoglioso, specie dei miei nonni, che con l’Esercito russo hanno fermato i nazisti», ma l’invasione in Ucraina anche per lo zar del volley è un’altra storia. Il padre Vjačeslav, comunque, gli ha fatto notare che il contenuto del suo post non è passato inosservato in Russia, scatenando non poche polemiche. In tv, però, il pallavolista ha ribadito la propria posizione, rivendicando anche «la propria responsabilità di sportivo». Sollecitato Zaytsev parla anche di Putin, affermando che «è andato incontro a delle conseguenze molto pesanti ed empatizzo con chi pagherà le conseguenza di questa guerra: la gente e i civili».
Il mondo dello sport In merito all’esclusione della nazionale russa e dei vari club dai mondiali di calcio e dalle coppe europee, decisione presa da Uefa e Fifa, Zaytsev sostiene che «per vincere una qualsiasi partita ci sono delle regole da rispettare e quando c’è di mezzo una guerra purtroppo non ci possono essere vincitori, è per questo che noi sportivi non possiamo concepire un conflitto armato e voltarci dall’altra parte come se tutto questo non fosse da condannare». Ivan è perfettamente cosciente che il mondo dello sport in questo caso costituisca una «piccola goccia nel mare», ma insiste: «Tante persone ci guardano e i nostri figli fanno sport quotidianamente con altri bambini, che possono avere sangue russo o ucraino, e devono sapere che la guerra non è dei loro padri, ma di un unico uomo al comando di una potenza mondiale».
🏳️🌈 #StopWar pic.twitter.com/veQ1penxfu
— Ivan Zaytsev (@zaytsev) February 27, 2022
