Una forbice molecolare in mano a una zanzara ogm per sconfiggere le cugine zanzare portatrici di malaria. La scoperta è di Andrea Crisanti, professore al Dipartimento di Medicina Sperimentale e Scienze Biochimiche (Sezione di Microbiologia) all’Università di Perugia, dove coordina un centro di genomica funzionale tra i più avanzati in Europa. E a Terni, grazie a fondi della Regione e dell’università, sta realizzando un laboratorio superprotetto che ricostituisce le condizioni climatiche e riproduce le stagioni di un paese tropicale per studiare da vicino e senza rischi le zanzare modificate geneticamente.
Un taglio alla malaria Le zanzare ogm create in laboratorio dotate di una ‘forbice molecolare’ in futuro potranno mettere ko le zanzare che trasmettono il parassita malarico, con l’intento quindi di eliminare la malattia nei paesi poveri. La scoperta è stata diffusa dalla celebre rivista Nature. Si è trattato, per i ricercatori italiani, di inserire nel genoma dell’insetto il gene per un enzima ‘forbice’ che taglia il Dna in un punto specifico. Se si fa in modo, e gli scienziati lo stanno gia’ facendo, che la forbice vada a tagliare un gene indispensabile alla zanzara per fare da vettore malarico, l’insetto diverra’ incapace di trasmettere il parassita.
Test decisivi entro fine anno Secondo Crisanti entro la fine del 2011 potranno essere iniziati i primi test in ambiente confinato per vedere se le zanzare ogm sono in grado di soppiantare quelle che trasmettono la malaria. Un test, ovviamente, è già stato fatto: mettendo molte zanzare normali insieme a pochissime zanzare ogm con l’enzima forbice (99% del totale contro l’1%) è stato osservato come nell’arco di 12 generazioni (cioè di una stagione) le zanzare normali scompaiono perché la forbice, dopo aver tagliato il gene bersaglio, copia se stessa al posto del gene tagliato e alla fine le zanzare che nasceranno non avranno più il gene bersaglio ma il gene forbice. Il passo seguente è creare una forbice che abbia come bersaglio un gene chiave che trasmette il parassita (Plasmodio falciparum). Individuato quello il gioco è fatto
La malattia La malaria colpisce 300 milioni di persone l’anno, uccidendone 800.000, e nella sola Africa un bambino muore di malaria ogni 45 secondi.
La storia di Crisanti Dall’Università “La Sapienza” di Roma, Crisanti, 56 anni, è volato 12 anni fa all’Imperial College di Londra e poi è approdato all’ateneo di Perugia, in particolare a Terni, dove ora coordina il centro di genomica funzionale. Per il suo progetto, che va avanti da un decennio, Crisanti è riuscito a raccogliere fondi dall’Ue (5 milioni di euro) per richiamare ricercatori, e del ministero della salute (1,5 milioni), della Regione, dell’università di Perugia (3 milioni) per le attrezzature dei laboratori. Il centro umbro è diventato capofila di una rete di 30 laboratori per facilitare lo sviluppo di misure di controllo degli insetti che sono vettori del parassita della malaria. Crisanti è inoltre riuscito a creare 36 posizioni per giovani ricercatori dall’estero.


Comments are closed.