di Maurizio Troccoli

A pochi giorni dalla visita di Yoani Sanchez a Perugia, la blogger dissidente del governo cubano, in occasione del Festival internazionale del giornalismo, il deputato cubano Luis Morlote Rivas spiega chi è la giornalista agli occhi del governo Cubano. E’ a conoscenza Rivas dell’eco mediatico scaturito dalla visita della dissidente e dalla rumorosa protesta che in quella occasione è stata approntata alla sala dei Notari. Non entra nel merito di quella visita ma spiega nei dettagli l’idea che lui personalmente e in qualità di parlamentare cubano ha maturato nei confronti della nota blogger. Ecco la traduzione in italiano della videointervista in madre lingua che è possibile vedere nel video allegato.

LA VIDEOINTERVISTA A LUIS MORLOTE RIVAS

La visita di Yoani Sanchez a Perugia ha suscitato scalpore anche per le proteste. Qual’è la sua idea sulla blogger cubana?

Io credo che la maniera con cui è stata presentata e accompagnata Yoani Sanchez, con un poderoso sistema di comunicazione,  ha fatto sì che si è costruito una persona, un modello di persona che non è la realtà cubana. Quello che si dice di Cuba generalmente sui media di comunicazione è molto distante dalla realtà che vive il cubano. Credo che lei sia stata messa lì dai nemici di Cuba e tutto questo è stato possibile che si verificasse per i finanziamenti che ha. Si può verificare per le pubblicazioni, per il blog che lei ha, che dice di avere costruito senza nessuno aiuto che però è stato tradotto in 26 lingue diverse. Lei tiene una capacità di banda sette volte superiore a quello che detiene l’intero paese di Cuba. Evidentemente c’è una volontà, una intenzione di sostenerla da parte dei nemici di Cuba e del sistema mediatico che hanno una certa visione di Cuba in quanto nemici provati. La sua è una figura internazionale che fa il giro del mondo ed è vicepresidente della organizzazione della stampa interamericana da cui riceve finanziamenti e che sta collegata con la mafia cubano-americana. C’è un programma, un’agenda chiara che vuole mostrare una faccia, una immagine di una gioventù che non accompagna il processo rivoluzionario. Credo che la chiamata contro la rivoluzione cubana è andata deteriorandosi molto. Ha a che vedere con un mercenarismo di interesse degli Stati Uniti, dell’ambasciata nordamericana. Credo che lei sia collegata al governo e alla destra americana che hanno individuato una figura giovane che può dimostrare che c’è una rottura tra la generazione che costruì la rivoluzione cubana e la giovane generazione. Questa credo sia la realtà che hanno cercato di vendere al mondo e che non è difficile vendere perché a favore di questa teoria ci sono tutti i media di comunicazione. Una delle domande che maggiormente ci vengono poste soprattutto quando siamo fuori da Cuba, anche dagli amici di Cuba, è se è vero che c’è una rottura tra queste due generazioni, se è vero insomma che la nuova generazione non accompagna il processo rivoluzionario. Io credo che sempre c’è, da una generazione all’altra, una differenza generazionale che ha a che vedere con il modo di guardare alla vita e al mondo e con le dinamiche di cambiamento. Però credo che tuttavia c’è una generazione cubana collegata ai migliori uomini di quella terra, con la sinistra, quella migliore, e che questa è una generazione che continua ad accompagnare la rivoluzione. Diciamo che Yoani lancia una presunta verità senza il contrappeso di una diversa realtà, all’interno di un dialogo democratico che possa contrastarla alla pari, in uno scenario globale. Una cosa che posso dire è che Yoani si conosce di più fuori di Cuba che dentro di Cuba. E’ molto più riconosciuta e seguita fuori da Cuba, perché a Cuba è totalmente sconosciuta. Credo che questo gioco le ha dato molti guadagni, molti soldi. Come credo che questo fenomeno passerà di moda, come sono passati molti mercenari, perché non ha una sua credibilità nè nella sua generazione e tantomeno all’interno del popolo cubano che segue il processo rivoluzionario. Io credo che lei è una immagine costruita che cadrà con il suo proprio peso, con il passar del tempo. 

Sanchez ha detto che le critiche che le volgono mosse sono tutte sulla sua persona. Ma non viene criticato quello che lei scrive. Quali sono le bugie che avrebbe detto o scritto Yoani?

Io non sono un lettore di Joani, quello che posso dire è che la nostra società ha moltissimi problemi. Problemi di tutti i tipi, problemi di cibo, di organizzazione, di burocrazia di relazioni sociali, però credo che la nostra è una società molto più giusta delle società capitaliste. Credo anche che non è onesto nascondere le cose brutte che abbiamo all’interno della nostra società. Io credo che sia possibile criticare ma occorre innanzitutto farlo in maniera costruttiva e, in secondo luogo, partecipare a questa trasformazione. Credo che questo non è lo spirito di Yoani. Credo che una persona che non vive male le politiche che vengono fatte contro il proprio Paese, contro Cuba, come ad esempio l’embargo americano è una persona discutibile. Io credo che di tutto questo se ne debba discutere all’interno del Paese. Resta il fatto che Yoani riceve finanziamenti, riceve ed accetta i finanziamenti di questa società interamericana di stampa che non criticano la morte dei giornalisti che sono assassinati e dispersi, non più trovati, nelle società capitaliste. Tu non puoi tentare di apparire onesto dal lato della gente che opprime, dal lato della gente che è interessata alla difesa del capitale e che non ha una visione rivoluzionaria della vita. Tu non puoi apparire come chi vuole cambiare le cose, e poi stai dalla parte del nemico.

VIDEO. LA PROTESTA A YOANI SANCEZ

FOTOGALLERY. LA PROTESTA A YOANI SANCEZ

FOTOGALLERY, FILOCASTRISTI PROTESTANO LA SANCEZ

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One reply on “Yoani Sanchez a Perugia, videointervista al deputato cubano Rivas: «E’ una mercenaria»”

  1. “Io non sono un lettore di Joani,” mi chiedo se si puo chiedere la opinione a qualcuno che in partenza dice di non leggere a Yoani. Le risposte di questo compañero deputato é in linea con la retorica del governo Comunista. La cosa interessante di questi personaggi “preconfezionati in batteria” e che dicono sempre le stesse cose millimetricamente anche quando confessano di non leggere o avere contatto con la persona sulla quale emettono una Opinione…
    La prossima volta fatteci un piacere sedette a una tavola tutti due per un caffè.
    Aiutateci a creare il dialogo e comunicazione tra i cubani , perché noi a Cuba SIAMO BLOCCATI , si, ma della dittatura. Saluti da una cubana in Democrazia

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