Il settore della cooperazione sociale è vicino al collasso. Il grido di allarme viene dalle lavoratrici e dai lavoratori della Fp-Cgil.

Ritardi nei pagamenti L’assemblea regionale dei lavoratori e delle lavoratrici della cooperazione sociale che  si è tenuta martedì 22 a Terni alla presenza della segretaria generale della Fp-Cgil Rossana Dettori, ha denunciato la grave situazione economica che si è venuta a determinare in tutto il territorio regionale, ma in particolare nella provincia di Terni, «dove – si legge in una nota – alla riduzione dei servizi, determinata non solo a causa dei tagli prodotti dal governo centrale, si sono sommati gravi ritardi nei pagamenti da parte degli Enti appaltanti che di fatto stanno determinando un vero e proprio collasso della cooperazione sociale».

Orvieto nel caos L’assemblea ha chiesto pertanto alla Fp-Cgil regionale e alla Cgil regionale «l’attivazione di un percorso da condividere con Cisl e Uil per richiedere alla giunta regionale e in particolare all’assessore Casciari un tavolo di confronto urgente sulle problematiche del settore, sull’attuazione del piano di rientro dei Comuni della Provincia di Terni e sulla drammatica situazione che si sta determinando nel Comune di Orvieto a causa della grave crisi economica che sta interessando quell’ente».

Salvaguardare il welfare E’ stata chiesta inoltre «la salvaguardia dei livelli di welfare locale, a partire dalla difesa dei servizi socio sanitari pubblici, evidenziando la necessità di mantenere l’utilizzo della cooperazione sociale per quei servizi che hanno garantito nella nostra regione qualità e innovazione, rigettando l’ipotesi di utilizzo della cooperazione nelle esternalizzazioni dei servizi pubblici solo come manodopera a basso costo».

Garantire i diritti L’assemblea, denunciando inoltre «gravi ritardi nell’applicazione del contratto nazionale di lavoro giornalistico e inadempienze relative al rispetto delle relazioni sindacali in alcune cooperative», ha chiesto alle segreterie  territoriali di «attivare tutte quelle iniziative di confronto e/o vertenziali utili a garantire il rispetto dei diritti e delle professionalità, nonché a monitorare lo stato dei livelli occupazionali ponendo la necessità della salvaguardia degli attuali posti di lavoro».

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