Agenzia forestale, oneri finanziari insostenibili (foto Fabrizi)

di D.B.

La voragine lasciata dalla ex Comunità montana del Trasimeno e della Media valle del Tevere non dovrà essere tappata con i soldi dei contribuenti. I Comuni, come spiegato mercoledì nella seduta del Consiglio dell’Unione del Trasimeno, hanno avviato un’azione di tutela legale affinché «la messa in liquidazione non gravi sui contribuenti». Del caso, spinosissimo visto che non si trova una soluzione per il contraddittorio che coinvolge sindaci, commissario e Regione, si è parlato grazie all’interpellanza presentata dal gruppo che riunisce le minoranze.

Il riparto In totale ci sono quasi 7 milioni di disavanzo, più 10,6 di mutui (ci sono anche 3 milioni di crediti non esigibili), e così il commissario liquidatore Domenico Rosati all’inizio di aprile ha scritto ai Comuni lacustri mettendo nero su bianco una proposta di riparto di 5 milioni, così divisi: 641mila euro per Castiglione del Lago, 468mila per Città della Pieve, 160mila per Collazzone, 456mila per Corciano, 281mila per Deruta, 594mila per Magione, 615mila per Marsciano, 131mila per Paciano, 362mila per Panicale, 363mila per Passignano, 387mila per Piegaro, 183mila per Torgiano e 280mila per Tuoro. A tutto ciò va aggiunto che il conto tesoreria è bloccato e i mutui scaduti.

Le novità A breve i consulenti legali incaricati «produrranno – spiega l’Unione – una prima relazione, in base a ciò che riterranno debba essere il percorso più idoneo per i Comuni». Alla seduta dell’Unione ha partecipato anche il commissario liquidatore che ha parlato di alcune novità, come la possibilità di una liquidazione unitaria, dentro la quale cioè entrino attivi e passivi di tutte le ex Montane poi fuse nell’Agenzia forestale; un’opzione che non convince però quelli che hanno i conti a posto. Altra novità, la possibile acquisizione degli immobili delle ex Comunità da parte della Regione, vista la raffica di aste andate deserte nel corso del tempo.

Cherubini e Scricciolo «Auspichiamo la prosecuzione dell’attività liquidatoria – dice Giulio Cherubini, sindaco di Panicale – e chiediamo alla Regione e a tutti gli attori coinvolti di prendere in considerazione tutte le vicende economiche, anche quelle potenzialmente attive, che sono importanti e che condurrebbero a un quadro economico di chiusura della vicenda senza alcun impatto a carico dei contribuenti. Si evidenzia, infine, come gli attuali sindaci non possono che prendere atto di un quadro precedentemente definito e stanno operando con la massima responsabilità per ricercare le soluzioni più giuste». Dalla sua il presidente dell’Unione Fausto Scricciolo, sindaco di Città della Pieve, ha ricordato che «non si possono imputare ai Comuni particolari responsabilità. Di certo le Amministrazioni che rappresentiamo non hanno alcuna intenzione di essere chiamate a rispondere di situazioni che non abbiamo contribuito a determinare».

Twitter @DanieleBovi

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