di D.B.
«Le istituzioni facciano qualcosa ed evitino il depotenziamento dell’aeroporto». Potrebbero essere sintetizzate così le reazioni del mondo della politica alla notizia della possibile soppressione, da parte di Alitalia, della rotta Perugia-Roma che ha rovinato il weekend pasquale a molti; soppressione causata, secondo l’azienda, da una mancata capacità del volo di generare utili. Nei giorni scorsi è stata intavolata una trattativa tra Sase e l’azienda che ha chiesto un sostegno economico, giudicato «insostenibile e ingiustificabile», per continuare a far atterrare i voli a Perugia. La Regione tiene aperta la porta e spiega che verrà fatto il possibile, ma intanto la preoccupazione tra le forze politiche è alta.
Squarta e Galgano Commentando venerdì la notizia il consigliere regionale di FdI Marco Squarta parla di «piste di S.Egidio desolatamente vuote. Una situazione insostenibile, che chiama la Regione a scelte urgenti e innovative, in considerazione del suo ruolo nella società di gestione dello scalo». «“Notizie negative – aggiunge – che giungono troppo spesso dallo scalo regionale: alle dimissioni del presidente della Sase per i contrasti con il socio Regione e al taglio dei voli, si aggiunge quanto emerso durante l’audizione di Sviluppumbria in Commissione sulle perdite milionarie del bilancio Sase, nonostante i fondi regionali che vengono destinati alla società. Appare dunque urgente la nomina di un manager di comprovata esperienza nel settore ai vertici della società e l’apertura ai privati, visto che i soggetti pubblici non appaiono in grado di gestire in maniera accettabile lo scalo regionale». Sul caso interviene anche la deputata Adriana Galgano: «È una situazione – dice – sempre più allarmante che rischia di produrre conseguenze gravissime su tutta l’economia regionale. Eppure per le istituzioni locali, a cominciare dalla Regione, sembra essere l’ultima delle preoccupazioni». «L’incapacità di reperire risorse e di spendere efficacemente le poche che si ottengono per rilanciare il sistema infrastrutturale – continua – hanno fatto dell’Umbria una regione sempre più isolata e nella quale spostarsi è un’odissea».
Gambuli e Vinti «Di tutto l’Umbria ha bisogno tranne che di ridurre i collegamenti col resto d’Italia e d’Europa» dice poi il portavoce della segreteria regionale Marco Gambuli. «Dopo anni di costante crescita e miglioramento – aggiunge – c’è il serio rischio di un importante ridimensionamento. Confidiamo che le istituzioni, prima tra tutte la Regione, mettano in campo ogni azione necessaria a scongiurare tale prospettiva». «La Regione e il Comune di Perugia – dice poi l’ex assessore regionale Stefano Vinti di Sinistra lavoro – devono fermare la fuga delle compagnie aeree dell’aeroporto internazionale di San Francesco». Quella di Alitalia è «una vera e propria mazzata per l’aeroporto umbro, drasticamente ridimensionato come scalo nazionale e internazionale. È urgente che le forze politiche, le istituzioni locali, l’associazionismo imprenditoriale abbiano un sussulto di responsabilità e s’impegnino a salvaguardare i diritti dei cittadini e dei territori, nonché della città di Perugia, ad essere collegati con il resto del Paese e dell’Europa».
Si muove l’Abruzzo L’allarme sul disimpegno di Alitalia (che riguarda anche Pisa) l’aveva lanciato per primo il consigliere comunale di Pescara Armando Foschi: «In seguito alla rottura dei rapporti tra la Mistral Air e Alitalia – scriveva il consigliere mercoledì -, che hanno determinato la cancellazione dei collegamenti su Ancona e Trieste, la compagnia nazionale ha deciso di spostare i vettori Saab 2000 e Atr 72 su queste ultime due, sulle quali è pronta a investire, cancellando gli scali di Perugia e di Pescara». E a muoversi dall’Abruzzo è infatti anche il presidente della Regione Luciano D’Alfonso: «Nei prossimi giorni – dice il consigliere regionale con delega ai trasporti Camillo D’Alessandro – il presidente della Giunta regionale incontrerà il nuovo amministratore delegato di Alitalia-Etihad per affrontare il tema del collegamento con l’aeroporto». «Riteniamo tuttavia – aggiunge – che ci siano ancora margini di trattativa affinché Alitalia possa riconsiderare la decisione assunta sull’aeroporto di Pescara, proprio per la nostra naturale funzione di collegamento-ponte con gli hub internazionali. È evidente a tutti che la scelta è legata a regole di mercato, regole che, di conseguenza, penalizzano i territori». La speranza che la trattativa rimanga aperta è ovviamente anche quella di Perugia e dell’Umbria.
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