Renée Maschke con Emilio Duca

«L’attività di prestare assistenza alle persone con lesione al midollo spinale mi ha sempre appassionato; in molti pensano che sia una attività scoraggiante, e invece io trovo motivante accompagnare i pazienti colpiti da un evento così devastante verso una nuova vita, vissuta con la migliore dignità possibile». Ultimo giorno di lavoro per la direttrice della struttura complessa della Unità Spinale del Santa Maria della Misericordia di Perugia, Renée Maschke, che va in pensione. Durante il saluto a medici e personale sanitario, presente anche il direttore generale dell’Azienda ospedaliera, Emilio Duca, sono state ripercorso le tappe salienti di una struttura che si è affermata come centro di eccellenza grazie all’apporto di una equipe multi disciplinare. «Siamo passati da un gruppo ristretto di operatori definita “equipe itinerante” ad una Unità che racchiude le più diverse professionalità per affrontare tutti insieme, sin dalla fase acuta della condizione, le complesse problematiche della persona con lesione al midollo spinale. In quasi venti anni – ha ricordato Maschke – abbiamo restituito la vita a 470 pazienti, una serie di incredibile soddisfazioni. Il centro che ho avuto l’onore di dirigere, si avvale anche di indispensabili figure quali lo psicologo e l’assistente sociale, necessarie nel delicato percorso per la conquista di indipendenza e dignità».

Da Perugia alla Cina Ma la dottoressa non riporrà il camice nell’armadio. E’ tanto il desiderio di trasferire l’esperienza maturata nel centro di Perugia, che Maschke ora vuole riproporre un modello assistenziale, riconosciuto anche a livello internazionale, in diversi paesi del mondo. Di fatto la prosecuzione di una attività iniziata presso la Università di Heidelberg e poi proseguita a Perugia dal 1999 ad oggi. Renée Maschke, 19 anni di servizio alla guida del centro inizialmente diretto da Massimo Taramelli, partirà tra poche settimane in missione con la Fondazione Ses (Senior Expert Service) per la Cina centrale, dove svolgerà una attività di tutor. A seguire, sono già previste missioni in India e Nepal, paese questo ultimo dove negli ultimi 5 anni, durante il periodo delle sue ferie, 5 anni ha già svolto una attività di volontariato.

 

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