di Giorgia Olivieri
Più opportunità di lavoro per le persone con disabilità e un sistema che punta a diventare un modello nazionale. L’Umbria aggiorna le regole per l’inserimento lavorativo approvando un nuovo schema di convenzione previsto dall’articolo 14 del decreto legislativo 276/2003, meglio conosciuto come legge Biagi, che consente ai datori di lavoro di assolvere parzialmente parte degli obblighi della legge 68 del 1999 conferendo commesse alle cooperative sociali che assumono persone con disabilità. Uno strumento che, secondo la Giunta regionale, potrà colmare un «vuoto di opportunità» e rafforzare il modello del progetto di vita fondato su dignità e inclusione. Il nuovo schema sostituisce quello del 2023, più volte criticato dalle parti sociali, e segna un cambio di passo per una Regione che, fino a oggi, non aveva ancora utilizzato questo strumento previsto dalla normativa nazionale.
La convenzione L’accordo, che è stato sottoscritto dalla presidente della Regione Stefania Proietti, coinvolge l’Arpal, le sigle sindacali e datoriali che hanno aderito, le associazioni del terzo settore e quelle che rappresentano le persone con disabilità. «Con questo atto confermiamo la volontà della Regione Umbria di rendere sempre più efficaci e concreti gli strumenti per l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità – spiega l’assessore alle politiche del lavoro, Francesco De Rebotti». De Rebotti ha parlato anche di un «vuoto di opportunità da colmare», ricordando che l’Umbria «era rimasta in solitudine perché non aveva utilizzato finora questo strumento». L’applicazione dell’articolo 14 infattti era rimasta disattesa nella regione, la sola in Italia. L’assessore ha inoltre ricordato che il 15% circa degli incentivi stanziati dalla Regione per le assunzioni a tempo indeterminato nelle imprese, un tesoretto pari a 5 milioni di euro, è destinato alla stabilizzazione di lavoratori con disabilità iscritti alla legge 68. «Questo approccio – ha aggiunto – contribuisce anche al nuovo piano sociosanitario e deve affiancare il presidio scolastico».
Il garante Per il garante dei diritti delle persone con disabilità, Massimo Rolla, l’applicazione dell’articolo 14 «colma un vulnus lasciato dalla legge Biagi, offrendo una possibilità alle cooperative sociali di tipo B e alle imprese sociali di assumere persone con disabilità e, al contempo, permettendo alle aziende esterne di assolvere agli obblighi previsti dalla legge 68». Il garante, tuttavia, invita a non considerare questa convenzione la soluzione definitiva: «È un aiuto in più, ma la legge è desueta e deve essere riformata, come già segnalato al Ministero».

Sperimentazione La presidente della Regione, Stefania Proietti, ha ricordato che la sperimentazione del progetto di vita per persone con disabilità, all’interno della quale si iscrive anche l’accordo siglato con le parti sociali, è già in sperimentazione sia in provincia di Perugia che nel ternano. Secondo la presidente, l’accordo aggiunge un ulteriore tassello al progetto: «Con questa firma e questa sottoscrizione apriamo il mondo del lavoro alle persone con disabilità e diamo al mondo del lavoro una grandissima opportunità di umanità e di progresso»
