di Daniele Bovi
Di nuovo intorno ad un tavolo, magari nazionale con la speranza di trovare, a breve, un accordo di secondo livello che soddisfi tutti. I vertici di Gesenu e i sindacati sono infatti tornati a sedersi venerdì, a mezzogiorno, nella sala di palazzo dei Priori, «ospiti» del sindaco Wladimiro Boccali che può far valere il 45% della società che gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti a Perugia e in molte parti dell’Umbria. Di fronte ai tre segretari regionali dei sindacati, all’amministratore delegato La Diega, al presidente Antonielli e al dg Sassaroli il sindaco ha fatto capire alle parti che un accordo, dopo lo strappo sul referendum fallito con la coda di accuse pesantissime scagliate da Cgil e Uil da una parte e Cisl dall’altra (che ha la maggioranza in azienda), va trovato. La disponibilità alla trattativa c’è sia da parte dei vertici aziendali che dal fronte sindacale, con entrambe disponibili a portarla su un tavolo nazionale così da poter accelerare.
Tempi stretti Oggetto della discussione la riorganizzazione dei tempi di lavoro così come i criteri per arrivare all’assegnazione dei premi di produzione. Quel che è certo è che il 9 luglio, fatta salva la possibilità di un accordo, i 400 lavoratori dell’azienda si troveranno uno stipendio decurtato di una cifra che va dai 100 ai 500 euro circa , tanto che la Cisl al tavolo ha chiesto di poter stoppare l’azzeramento degli accordi di secondo livello. L’altra data da cerchiare in rosso è quella del 12 luglio, quando è prevista l’assemblea dei soci. In quella sede dovranno essere nominati i nuovi vertici della partecipata: il Comune indicherà il presidente mentre a Cerroni, socio privato, spetterà la nomina dell’amministratore delegato. E potrebbero essere proprio loro, in caso di naufragio delle trattative da qui a pochi giorni, a condurre le danze.
L’impegno di Boccali «Mi impegnerò – riferisce il sindaco Boccali il una nota – anche come presidente di Ati, a monitorare il confronto senza invadere i campi di nessuno ma attento in particolare che della vertenza non debba venire penalizzata la qualità del servizio (in questo senso è evidente che occorrerà un forte senso di responsabilità delle parti), ed attento anche a seguire il percorso di riorganizzazione e rafforzamento della azienda e la tutela dei diritti dei lavoratori».
Twitter @DanieleBovi
