Barbara Maccari
Si mette d’accordo con una casa d’aste aretina per vendere 6 stampe del maestro Alberto Burri, ma al momento della vendita non versa la quota pattuita. B.R., 56 enne tifernate, residente in città, è stato deferito all’autorità giudiziaria competente dal personale dell’ufficio anticrimine di polizia del commissariato tifernate, guidato dal vice questore aggiunto Marco Tangorra.
La storia Due anni fa B.R., 56enne di Città di Castello, si reca in una casa d’aste di Arezzo, incontra il proprietario dell’istituto, e insieme stabiliscono un accordo verbale: il tifernate venderà sei stampe originali del maestro Alberto Burri, appartenenti alla casa d’aste e, a vendita conclusa, verserà una parte dei guadagni all’istituto aretino.
Vendita Le opere vengono vendute da B.R. per un valore di circa 6-7mila euro, ma alla casa d’aste non viene versta alcuna quota, così il proprietario dopo due anni di discussioni e diatribe, si è recato nei giorni scorsi al commissariato di polizia tifernate per denunciare il fatto.
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Indagini Gli agenti dell’ufficio anticrimine hanno aperto le indagini, come ha spiegato il dirigente Tangorra: «Il tifernate è già stato convocato in via amichevole e ha dato un’altra versione dei fatti, nei prossimi giorni provvederemo al suo interrogatorio. Stiamo facendo anche dei controlli sui conti bancari per capire l’entità dell’introito della vendita delle stampe in questione e per stabilire l’acquirente che al momento è ignoto. Stiamo altresì verificando la posizione della casa d’aste».
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Accordo verbale Il problema della delicata vicenda è un mancato accordo scritto tra la casa d’aste e B.R. Tra i due soggetti c’è stata solo una promessa verbale, niente scritto nero su bianco. Sono trascorsi due anni dal fatto e l’istituto aretino si è recato al commissariato di polizia tifernate per la denuncia. Non è stato possibile nessun accordo con gli avvocati delle due parti proprio per la mancanza di un documento che testimoni il presunto accordo.
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Accuse B.R. è stato comunque indagato in stato di libertà dagli agenti di polizia, per truffa, appropriazione indebita e falsità in scrittura privata.
