Arpa ha iniziato i carotaggi dei territori della Valnestore, soprattutto nell’area di Pietrafitta, per compiere le analisi che diano finalmente una risposta sulla reale possibile contaminazione della zona. A darne notizia i sindaci di Panicale e Piegaro, Giulio Cherubini e Roberto Ferricelli in una nota in cui annunciano anche che è stata «autorizzata la vendita dei prodotti agricoli nelle zone della Valnestore in precedenza sequestrate».
La nota dei sindaci «Con riferimento alle zone oggetto di sequestro preventivo – si legge nella nota dei due sindaci – sono pervenute, a seguito di istanza da parte dei soggetti interessati, le autorizzazioni del magistrato (sentite le autorità ambientali e sanitarie) per il dissequestro e l’immissione dei prodotti coltivati nel ciclo alimentare, ecc. Già da alcuni giorni – aggiungono i due sindaci – Arpa ha iniziato i carotaggi dei territori della Valnestore soprattutto nell’area di Pietrafitta, come richiesto dalle istituzioni di concerto con le autorità di controllo. E’ stato informato anche il Comitato ‘Soltanto la salute’, invitato dai Comuni di Panicale e Piegaro anche a comunicare eventuali siti dove effettuare ulteriori carotaggi. Continuiamo a lavorare con la massima responsabilità istituzionale, attendendo i dati ambientali e sanitari».
M5s: «Arpa sia celere» Intanto il deputato del Movimento 5 stelle, Filippo Gallinella, chiede «un chiaro e per quanto possibile celere pronunciamento tecnico da parte di Arpa e Asl sul materiale emerso dai primi dieci carotaggi eseguiti in Valnestore a garanzia della salute di chi abita e lavora in quelle zone. I primi carotaggi eseguiti – afferma Gallinella – vanno salutati con favore. Rappresentano il primo atto di un forte impegno istituzionale da parte della magistratura, delle forze dell’ordine e dei cittadini che vogliono conoscere la verità. Proseguire in questa direzione, se necessario con nuovi accertamenti, è doveroso. Così come è necessaria un’opera tempestiva da parte dei laboratori. Una definizione dei tempi d’analisi. Lo spettro di molteplici ‘terre dei fuochi’ aleggia anche in Umbria, sempre più interessata purtroppo da situazioni critiche sotto il profilo ambientale. Si pensi agli accertamenti in corso sulle discariche di Gualdo Tadino. Occorre vigilare con attenzione su queste aree, consapevoli che ciascuno di noi deve essere sindaco del proprio metro quadrato di territorio».
