Una delle prime dosi somministrate in Umbria

di Daniele Bovi e Chiara Fabrizi

Hanno già toccato il 50% in Umbria le adesioni del personale sanitario a proposito del vaccino contro il nuovo coronavirus. A fare il punto sui numeri sono stati i vertici di Usl e ospedali che, domenica mattina, si sono ritrovati al San Matteo degli infermi di Spoleto, ospedale dal quale sono partite ufficialmente le vaccinazioni in Umbria. In una primissima fase, come da programma, le dosi dovranno essere somministrate a oltre 16 mila tra personale sanitario e ospiti delle Rsa. Per quanto riguarda i 15 mila sanitari, sono partite altrettante lettere di adesione: 12 mila sono già state riconsegnate e, al momento, le adesioni sono 7 mila; «una buona percentuale» secondo Usl e ospedali.

VIDEO – L’EMOZIONE DEI PRIMI VACCINATI

FOTO: LE PRIME VACCINAZIONI A SPOLETO

VIDEO – IL MEDICO: «UN PASSO IMPORTANTISSIMO»

Formazione e programma Nei prossimi giorni inizierà la formazione che riguarderà circa cento persone, di modo che le due Usl e i due ospedali avranno ognuna quattro o cinque team «per operare al meglio e abbreviare i tempi». Per vaccinare il personale della sanità secondo le stime serviranno due mesi e «non vaccineremo tutto un reparto insieme. Il vaccino non dà problemi ma per prudenza il cronoprogramma – è stato spiegato domenica – prevede di procedere in modo sequenziale per scongiurare possibili blocchi delle unità». Per immunizzare invece buona parte della popolazione umbra serviranno almeno sei o sette mesi: «Non abbassiamo la guardia – hanno detto i vertici di Usl e ospedali – e andiamo avanti con fiducia».

FOTOGALLERY: LE PRIME DOSI IN UMBRIA

VIDEO: LA PARTENZA VERSO SPOLETO

IL PRIMARIO DEL PRONTO SOCCORSO: «SARÀ UNA LIBERAZIONE»

Sensibilizzazione «Ci stiamo prodigando per raccogliere adesioni – ha detto Marcello Giannico, commissario dell’ospedale di Perugia – e per garantire immediata copertura a tutto il personale; per quanto ci riguarda si parla di circa 3.200 persone, 4.500 se si considera anche quello dei distretti». Non essendo un vaccino obbligatorio sarà fondamentale «sensibilizzare tutti gli operatori e tutte le persone che ruotano intorno al mondo della sanità, come quelle che si occupano dei servizi o dei trasporti». Dopo la prima fase «il piano – è stato spiegato domenica – andrà avanti per step, tenendo conto dei livelli di rischio e delle priorità di intervento per garantire una vaccinazione capillare». Quanto alle prossime dosi, Pfizer «ha confermato che stanno partendo e dai prossimi giorni arriveranno con cadenza settimanale alle quattro farmacie di Usl e ospedali. Il numero delle dosi ce lo comunicherà il ministero». Quel che è certo è che da ora in avanti si guarderà ai prossimi mesi con più speranza.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.