Integrazione tra le due aree aziendali, quelle che erano l’Asl 1 e l’Ausl 2, per completare il processo di uniformazione e omogeneizzazione di tutti i percorsi amministrativi e sanitari e ottimizzare le risorse da investire. Integrazione tra gli ospedali della rete aziendale e con l’Azienda Ospedaliera di Perugia per aumentare l’offerta dei servizi in termini di quantità e qualità. E infine, integrazione tra ospedale e territorio attraverso elementi fortemente innovativi. Sono gli obiettivi per il 2018 della Usl Umbria 1, tracciati durante la presentazione del bilancio di fine anno (in equilibrio) dal direttore generale Andrea Casciari, alla presenza della presidente Catiuscia Marini e dell’assessore regionale Luca Barberini.
Obiettivi di innovazione Tra i servizi innovativi, Casciari ha citato «innanzitutto l’attivazione della Centrale operativa territoriale per la presa in carico del paziente e la gestione informatizzata delle dimissioni protette finalizzate all’assistenza domiciliare integrata o al trasferimento in strutture intermedie a media complessità assistenziale come Rsa, Rp e Hospice. Si tratta di una nuova modalità organizzativa già attiva in via sperimentale nel Perugino dal 15 novembre scorso e che sarà estesa a tutto il territorio dell’azienda. L’innovazione più importante – ha aggiunto – riguarda poi l’attivazione delle Aggregazioni funzionali territoriali in tutti i distretti, una nuova forma organizzativa dei medici di medicina generale, che nel corso del 2018 andrà a garantire la continuità dell’assistenza h 24 e 7 giorni su 7, in integrazione con la Continuità assistenziale (ex guardia medica)».
Integrazione con l’ospedale Il processo di profonda riorganizzazione e integrazione interaziendale descritto da Casciari ha prodotto già nel 2017 importanti risultati, a partire dai numerosi percorsi integrati con l’Azienda ospedaliera di Perugia (non soltanto l’unità integrata per lo scompenso cardiaco e le cardiopatie croniche ad Assisi, ma anche percorsi per la malattia renale cronica, le patologie reumatologiche e osteoporosi, l’alta specializzazione odontoiatrica, la gestione integrata del sistema emergenza-urgenza 118). L’integrazione intra-aziendale ha portato, tra le altre cose, all’informatizzazione dell’assistenza protesica, all’attivazione della cartella clinica informatizzata, della telecardiologia tra ospedali dell’emergenza e ospedali di base, del Cres e della chirurgia per grandi obesi all’ospedale di Pantalla e, soprattutto, del percorso di Breast Unit aziendale per le donne con tumore della mammella (circa 275 trattate nel 2017).
Liste di attesa Grande impegno nel 2017 è stato inoltre dedicato sia al potenziamento delle cure palliative e dell’attività di Assistenza domiciliare integrata (+25% di accessi su tutto il territorio rispetto al 2016) sia al contenimento delle liste di attesa, con attivazione della presa in carico degli assistiti (36.804 prese in carico evase) e un aumento dell’offerta di specialistica ambulatoriale di oltre 5.600 prestazioni. Le rilevazioni al 15-11-2017 mostrano tempi di attesa conformi a quanto raccomandato per le singole priorità Rao, compreso il Rao P (programmato) dove l’unica criticità rimasta è relativa alla colonscopia fuori screening e per cui sussiste comunque la presa in carico.
Investimenti sul territorio Al processo di riorganizzazione in atto in tutta l’azienda, si affianca un piano di investimenti per il biennio 2017/18 che complessivamente, tra immobili e tecnologie, sfiora i 52 milioni di euro, di cui 11.572.000 relativi a lavori già ultimati e i restanti in corso di realizzazione o progettazione. I principali investimenti hanno riguardato la nuova Palazzina dedicata agli ambulatori e altri interventi strutturali e impiantistici all’ospedale di Città di Castello, l’acquisto del Palazzo della Salute di Bastia Umbra e la riqualificazione dell’Ospedale di Castiglione del Lago e della Casa della Salute di Città della Pieve. Sul 2018 incideranno in particolare gli interventi di adeguamento alla normativa antincendio (nella Casa della Salute di Marsciano, al Centro Musltiservizi di Todi, all’Ospedale di Umbertide, ecc.), altri adeguamenti impiantistici ed edilizi (che interessano anche il Poliambulatorio Europa e le Rsa Seppilli e S.Margherita a Perugia) e, soprattutto, i lavori già avviati per la Casa della Salute nel nuovo polo di Monteluce a Perugia e quelli in fase di progettazione per le nuove Case della Salute di Gubbio e Gualdo Tadino.
Marini e Barberini «I risultati conseguiti dall’Usl Umbria 1 – ha commentato Catiuscia Marini – testimoniano come la sanità pubblica in Umbria riesca negli anni a garantire a tutti i cittadini i livelli essenziali di assistenza, coniugando governance istituzionale, finanziaria ed organizzativa, con la capacità di innovare, quindi non rinunciando ad una visione strategica per dare nuove risposte ai nuovi bisogni della comunità. L’Umbria – ha aggiunto – in termine di efficienza in sanità ha raggiunto ottimi risultati, pur mantenendo la spesa sanitaria sotto controllo. Ciò trova una chiara dimostrazione nel fatto che la maggioranza dei cittadini umbri si curano nelle strutture regionali e questo è il miglior test». Per l’assessore Barberini «gli ottimi risultati raggiunti grazie ad un lavoro di squadra, non sono affatto scontati per una Regione di piccole dimensione come l’Umbria e ci permettono di guardare con ottimismo al futuro. L’Usl Umbria 1 – ha precisato – ha sperimentato nuovi modelli organizzativi che hanno permesso una stretta collaborazione interaziendale con l’Ospedale, nonché l’integrazione tra ospedale e territorio. Ciò dimostra che tra Usl e Ospedale non c’è conflitto, ma al contrario, è stato fatto un lavoro in grande collaborazione che, anche nell’ottica della riqualificazione dei servizi, punta a migliorare la qualità, sperimentando un nuovo modello con una presenza diffusa di servizi, che non lascia indietro nessun territorio».
