Nessun materiale all’uranio impoverito nello stabilimento di Baiano di Spoleto. Lo ha ribadito il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, rispondendo all’interrogazione, presentata il 24 marzo scorso dal deputato umbro del Pd Gianpiero Bocci, in merito alle munizioni transitate dallo stabilimento militare per il munizionamento terrestre di Baiano.
Mai usato uranio impoverito Nella risposta – riferisce Bocci in una nota – si afferma che «in merito alla presenza di uranio impoverito nel munizionamento in questione, lo stesso direttore dello stabilimento ha già precisato che esso ne è privo, come risulta dai disegni consegnati alla procura della Repubblica di Lanusei» e che «è in corso di inoltro al sindaco di Spoleto una lettera dell’ufficio di gabinetto del dicastero con cui viene ribadito che le forze armate nazionali non hanno mai fatto uso di materiale di armamento all’uranio impoverito e che tale circostanza si riflette presso le realtà manutentive e gli stabilimenti come quello di Baiano di Spoleto».
Aspettiamo l’indagine «La risposta del ministro della Difesa – afferma Bocci – ci fornisce le necessarie precisazioni in merito ad una vicenda che ha creato molto allarme tra i lavoratori dello stabilimento militare di Baiano e tra i cittadini della zona. Ora – conclude il deputato umbro – attendiamo che anche l’indagine della procura della Repubblica di Lanusei si chiuda con un risultato pienamente rassicurante per Baiano».
Procurato allarme Per Ronconi (Udc) «sul sospetto di uranio a Baiano c’è stato un inutile allarmismo probabilmente sollevato da quelle parti politiche che da sempre ostacolano la presenza e lo sviluppo dello stabilimento militare. Le rassicurazioni di oggi non eliminano di certo il danno provocato oltre la preoccupazione degli addetti e dei cittadini. C’è da seguire la vicenda sino in fondo ma quello che è certo è che le istituzioni locali dovrebbero iniziare ad immaginare ad un procedimento per “procurato allarme”».

