di Elle Bi.
Sono iniziate nella mattinata di martedì 12 novembre le assegnazioni delle stanze nel nuovo studentato ‘Enrico Fermi’ a Lacugnano (Perugia). tuttavia, gli assegnatari non hanno fatto in tempo ad aprire le porte che già sono partite le proteste del sindacato universitario Udu documentate con foto e video: «Muffa, degrado, una cucina fatta di fornelletti elettrici, niente lavatrici e per di più in un posto isolato e mal collegato. Inaccettabile».
Criticità Lo studentato di Lacugnano era stato promesso per il primo ottobre di quest’anno. Tuttavia l’assegnazione dei 150 posti disponibili, è slittata per ben due volte, fino alla mattinata di oggi 12 novembre. I lavori che si protraggono da un anno, non hanno migliorato lo stato dei locali, dicono dal sindacato degli universitari, secondo cui «questa mattina almeno 40 studenti sono entrati nei locali che sembravano il set di un film horror» ha detto Lorenzo Mazzola, responsabile per il diritto allo studio di Udu.
La denuncia Oltre alla consegna rinviata due volte, il sindacato denuncia lo stato della struttura «vecchia, sporca, in stato di abbandono e priva dei servizi essenziali. La posizione isolata e non collegata rendono il collegio del tutto inadatto a ospitare studenti universitari. Come Sinistra Universitaria-UdU denunciamo le numerose carenze della struttura le quali, unite ai notevoli ritardi, rischiano di compromettere il diritto allo studio di numerosi studenti mentre il costo di gestione minaccia di pesare in modo insostenibile sulle casse dell’Adisu, rischiando potenzialmente di compromettere la copertura totale delle borse di studio nei prossimi anni».
Degrado Dalle foto scattate dagli studenti entrati per la prima volta nel nuovo studentato, si vedono spazi comuni con mobilio degradato, vecchio ed evidentemente sporco, con muffa, infiltrazioni e cavi che penzolano dal soffitto pieno di buchi. Inoltre, Udu denuncia la mancanza di cucine adeguate. «L’area designata come cucina – testimoniano gli studenti – consiste infatti solo di stanze con frigoriferi e fornetti elettrici, senza allacci predisposti per lavatrici e asciugatrici che mancano del tutto. Un tale contesto non solo limita la qualità della vita degli studenti, ma pone un rischio per la loro salute e sicurezza».
Responsabilità A commentare anche Nicoletta Schembari, Garante degli studenti presso l’Adisu: «Ci troviamo davanti a un ennesimo esempio di noncuranza nei confronti delle esigenze degli studenti, per i quali il diritto allo studio è una promessa continuamente disattesa da parte della Regione. Aprire una residenza universitaria non significa solo mettere un tetto sopra la testa degli studenti: significa costruire spazi vivibili e integrati nella comunità. Al di là delle promesse di investimenti, ciò che vediamo qui è un ambiente insostenibile e inadeguato. Chiediamo che l’amministratore Fabio Santini e l’assessora Paola Agabiti rispondano immediatamente e prendano seri provvedimenti per garantire gli standard qualitativi minimi. Non siamo disposti a tollerare un ulteriore attacco nei confronti del diritto allo studio».
Politica Le responsabilità secondo Mazzola, sono da attribuire all’amministrazione:«Adisu e la giunta Tesei vorrebbero isolare decine di studenti in un ambiente privo di cucine, privo di lavatrici, sporco e ammuffito, in cui l’ultimo autobus disponibile passa alle ore 21. Questo lo chiamano diritto allo studio? Non possiamo accettare che i fondi pubblici destinati allo sviluppo e al benessere della comunità studentesca vengano utilizzati in questo modo. Gli studenti meritano di vivere in un ambiente dignitoso e accessibile, e noi continueremo a vigilare affinché questi principi vengano rispettati. L’isolamento del collegio, la carenza di servizi pubblici in zona e la condizione stessa degli spazi sono inaccettabili. Chiediamo di garantire le condizioni minime per gli studenti oppure qualora l’Agenzia si renda conto di non poterle garantire che vengano assicurate immediatamente soluzioni alternative».
