Il rettorato dell'Università di Perugia

di Daniele Bovi
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Lo slittamento delle elezioni per il rettore dell’Università di Perugia potrebbe costare all’Ateneo ben 18 milioni di euro. A spiegarlo è il professor Fausto Elisei, uno dei quattro candidati rimasti in corsa per palazzo Murena e che, giovedì sera al circolo Arci di Monteluce, si confronterà con gli altri tre aspiranti Magnifici in un incontro organizzato dal Pd di Monteluce. I 18 milioni non sono altro che la cosiddetta quota premiale del Fondo di finanziamento ordinario che viene assegnato da tre anni accanto alla quota base. Soldi che il Ministero dà sulla base di alcuni parametri come numero di studenti e, soprattutto, qualità della ricerca. Se i dipartimenti però non saranno costituiti entro novembre, ovvero entro l’avvio dell’anno accademico, questi 17,9 milioni di risorse preziose (12 riguardano la ricerca, 2,5 i «risultati della didattica» e i restanti 3,3 la «domanda di didattica») rischiano di sfumare.

Il rischio E i dipartimenti non possono costituirsi finché non ci saranno le elezioni. Martedì e mercoledì infatti le urne sono rimaste aperte solo per quanto riguarda il Consiglio nazionale degli studenti, mentre per altri organi come Senato accademico, Consiglio di dipartimento e Commissione di controllo degli studenti è tutto rinviato. A quando non è chiaro. Di fronte al Tar dell’Umbria infatti, che lunedì ha disposto il rinvio delle elezioni e ha intimato all’Università di consegnare, entro quattro giorni, i motivi per cui ha escluso la maggior parte delle liste di Udu e Alleanza universitaria, ballano possibili ulteriori ricorsi (basati proprio sulle motivazioni) che farebbero slittare le elezioni a dopo il 5 giugno, data della prossima udienza di fronte al Tar.

Elisei: serve un patto Un labirinto per uscire dal quale una soluzione sembra essere quella «politica», che consiste in una nuova convocazione da parte del rettore di nuove elezioni e conseguente breve slittamento di tutte le date (il 13 giugno si vota per il nuovo Magnifico). Un’idea che sembra piacere anche ad Elisei: «Quello che serve oggi all’Università degli studi di Perugia – scrive in una nota – è un momento di incontro, un patto collaborativo, una conciliazione. Una conciliazione che eviti, ad ogni costo, lo scenario funesto del commissariamento e che contribuisca a fornire quel fondamentale slancio vitale per il futuro dello Studium». Di certo lo «slancio vitale» non sarebbe favorito dalla perdita dei 17,9 milioni di quella quota premiale «assolutamente indispensabile – dice Elisei – per il futuro del nostro Ateneo». La soluzione di un possibile accordo piace anche all’Udu, ad Alleanza universitaria ma non ad altre formazioni come Universitas (Comunione e liberazione), Rinascita ed Impegno critico.

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