di Daniele Bovi

Un nuovo soggetto «pronto a garantire indipendenza da partiti e sindacati». E’ infatti con l’accusa, neanche tanto velata, di eccessiva vicinanza a Pd e Cgil che un gruppo di «circa 40 studenti» ha dato vita a una scissione all’interno dell’Udu, la più importante organizzazione studentesca della sinistra. Il nuovo approdo si chiama «Up, Universitari Progressisti», ed è nato venerdì nel corso di quella che in una nota viene definita «una partecipata assemblea costituente» che si è tenuta nell’aula 1 della facoltà di Lettere.

Il fastidio dell’Udu «La nuova organizzazione – è scritto nella nota -, a cui aderiscono molti eletti e molti semplici studenti, nasce con l’intento di creare un nuovo modello di partecipazione e costituire una nuova linfa per la rappresentanza universitaria di sinistra». Il nuovo movimento studentesco ha, tra gli altri punti di riferimento, tre rappresentanti nelle istituzioni studentesche come Aurora Caporali (consigliere a Lettere e membro del Senato accademico), Savino Balzano (consigliere a Scienze politiche) e Jacopo Giovagnoni, ex Udu e ora membro del coordinamento perugino di SeL. Tutti eletti, notano con fastidio dall’Udu, proprio nelle liste del movimento abbandonato dopo poco più di tre mesi dalle consultazioni. Tutti eletti che quindi l’Udu perde dentro le istituzioni accademiche.

Pane e scissioni E così, dopo i padri nutriti per decenni a pane e scissioni, anche i figli se ne vanno accusando di scarsa indipendenza, poca pluralità, poca democrazia e altrettanto poca trasversalità. «Questi – dicono i giovani di Up – sono quindi i principi cardine del nuovo, nonché ambizioso, progetto:  democrazia rappresentativa, etica e trasparenza tanto nelle decisioni interne quanto nelle sedi istituzionali, sia per far emergere significativamente le voci di tutti gli studenti, specialmente i più disagiati, sia affinché le amministrazioni locali comprendano l’importanza dell’Università nell’ambito del tessuto sociale ed economico della città».

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