di Iv. Por.
L’Università degli studi di Perugia perde 50 posizioni rispetto agli ultimi due anni posizionandosi nella fascia dal 751° all’800° posto tra le 956 selezionate e inserite nel Qs university ranking 2018 (su 4.388 atenei presi in esame in tutto il mondo).
I parametri Per redigere la classifica, la società inglese specializzata in istruzione Quacquarelli Simonds, dal 2004 prende in esame aspetti quali i giudizi di accademici e recruiter, la quantità di risorse impiegate per l’insegnamento, il numero di citazioni ottenute dai ricercatori negli ultimi 5 anni, l’occupabilità dei laureati, la quantità di studenti stranieri in assoluto e rispetto al numero di docenti.
Usa e Uk al vertice Al top si posizionano quattro università made in Usa: Mit, Stanford, Harvard e Caltech, seguite dalle britanniche Cambridge, Oxford, Ucl e Imperial college of London. In crescita gli atenei di Cina, India, Russia e altri Paesi emergenti. Prima università italiana di 30 inserite è il Politecnico di Milano al 170° posto, seguita da Scuola superiore Sant’Anna di Pisa e Normale di Pisa, appaiate al 192° posto. Tutte le atre sono oltre il 200° posto.
Perugia Attualmente l’ateneo perugino condivide la fascia 751-800 con le università di Ferrara e Roma Tre. La facoltà che ottiene risultati migliori è Farmacia, che si attesta tra il 201° e il 250° posto. Ne giudizio su Perugia si sottolinea che «attualmente è organizzata in 16 dipartimenti e diversi centri di eccellenza, ha circa 23 mila studenti, 1.100 tra professori e ricercatori, 1.100 persone di staff». La qualità della ricerca viene considerata elevata e viene evidenziato come il Censis ranking 2015/16 abbia posizionato Perugia al primo posto per il terzo anno consecutivo tra gli atenei italiani di grandi dimensioni. Tutti i 17 programmi PhD sono di livello internazionale e condivisi con università di vertice e circa 50 gruppi di ricerca sono sostenuti dallo European Research network. Gli studenti stranieri sono 1.270.
