I medici specializzandi dell’Università di Perugia scioperano contro il nuovo sistema di tassazione che, a loro dire, rischia di aggravare fino al 50 per cento i costi per l’iscrizione. I camici bianchi incroceranno le braccia a partire dalle 10 di martedì prossimo, 24 luglio, e si ritroveranno all’ingresso principale dell’ospedale di Perugia per distribuire volantini informativi.
Protesta in Cda Gli specializzandi avevano già manifestato in concomitanza della riunione del Cda dell’Ateneo per chiedere la «rimodulazione della tassazione equiparata a quella di tutti gli studenti con un massimale non superiore all’attuale (2.000 euro per la sola iscrizione annua), la distribuzione di una parte delle entrate alle scuole di specializzazione per garantire la formazione dei futuri specialisti e la trasparenza nella redistribuzione delle entrate». Una delegazione di giovani medici è stata ricevuta e ha portato avanti le rivendicazioni, ma nonostante ciò e malgrado il regolamento fosse già stato bocciato dal Consiglio degli studenti, in sede di Cda è stato comunque approvato con il solo parere contrario dei rappresentanti degli studenti.
Le ragioni «In sostanza l’Università – secondo l’associazione Asup che rappresenta i medici specializzandi – ha approfittato della doverosa modifica al regolamento per aumentare ancora una volta i propri incassi: questo rappresenta un ulteriore sfregio nei confronti della classe dei medici in formazione specialistica, già utilizzata in passato come facile risorsa a cui attingere nei momenti di difficoltà. Il tutto nonostante gli specializzandi, per la loro duplice natura di studenti e medici, vengano già impiegati con la giustificazione della necessaria attività formativa per colmare quei vuoti dell’attività assistenziale che non riescono ad essere risolti dal Servizio sanitario nazionale. L’aumento della contribuzione – prosegue Asup – appare ancora più illegittimo a fronte della mancata trasparenza sulla redistribuzione delle risorse ricavate e sugli investimenti nella formazione dei medici specializzandi, considerato che le scuole di specializzazione deputate a questa attività non ne percepiscono alcuna risorsa. Ciò impatta sulla possibilità di formazione stessa, in quanto attività diverse da quella di ausilio all’assistenza ospedaliera spesso devono essere finanziate autonomamente».
La replica In relazione alla notizia della proclamazione dello sciopero, l’Università in una nota ribadisce il «carattere non veritiero delle dichiarazioni rilasciate dai rappresentanti dell’Associazione specializzandi università di Perugia (Asup). In particolare, è destituita di ogni fondamento l’affermazione che le nuove regole di contribuzione studentesca abbiano finalità di “fare cassa”. Al contrario, la differenziazione del contributo sulla base di fasce di reddito, rimanendo invariato il gettito complessivo stimato, va nella direzione evidente del sostegno alle fasce economiche più deboli, secondo elementari ma fondamentali principi di equità, ai quali, peraltro, questa Amministrazione si è sempre attenuta».
