Giovanni Paciullo è il nuovo rettore della Stranieri (foto Umbria24)

Sono 600 gli studenti cinesi iscritti quest’anno ai corsi Marco Polo e Turandot dell’Università per stranieri di Perugia, il doppio rispetto ai 300 dello scorso anno. Lo ha detto il rettore Giovanni Paciullo nel corso della seduta del Senato Accademico. Un primo dato per rispondere alla polemiche che, neppure dopo la conferenza stampa in cui sono state date spiegazioni dai vertici dell’Unistra, si sono del tutto spente.

I numeri Nel comunicare i dati (i numeri definitivi verranno forniti al compimento delle procedure di iscrizione previsto per il 16 dicembre 2014 nella conferenza stampa di fine anno), il rettore ha sottolineato «l’importanza delle iniziative assunte dall’Ufficio relazioni internazionali dell’Ateneo e dirette all’attivazione di una nuova e più ampia rete di collaborazioni specificatamente con agenzie e università cinesi». Il rettore ha ricordato poi «la rilevanza delle attività promozionali che l’Ateneo sta portando avanti in Cina anche in collaborazione con altre istituzioni locali”. Fra queste la recente partecipazione, insieme alla Regione Umbria, alla missione istituzionale prevista nell’ambito del Progetto Umbria Academy.

Corsi online Il Senato accademico dell’Università per stranieri di Perugia ha inoltre avviato la revisione degli assetti organizzativi relativi ai corsi di lingua e cultura italiana portando a compiuto sviluppo il progetto dei corsi on line.

Dottorini Poche ore prima era giunto un nuovo attacco del consigliere regionale Oliviero Dottorini, che affermava come «a quanto ci risulta, il numero di iscrizioni degli studenti cinesi è ritornato al livello degli anni passati, ma resta alto il rischio che vengano dirottati fuori Perugia. In effetti gli studenti, pur essendo iscritti alla Stranieri, potrebbero frequentare nelle città in cui si trovano le scuole private convenzionate con Perugia». Dottorini chiede poi «quali sono i criteri di scelta delle sedi esterne e da quale organo istituzionale sono state approvate le convenzioni”» in quanto «le strutture individuate in giro per l’Italia raramente paiono godere del prestigio della sede perugina».

Conti in ordine? «Grazie a una gestione prolungatamente inadeguata l’Ateneo di Palazzo Gallenga – continua Dottorini – risulta essere in uno stato economico-finanziario a dir poco precario, con una perdita netta di esercizio di oltre 510mila euro e un calo drastico dei trasferimenti da parte del Ministero dovuti in larga parte alla non appetibile offerta formativa e alla scarsa efficacia dell’attività di promozione dell’Ateneo. L’incomprensibile calo di iniziativa e di risultati progettuali, affiancati alla riduzione dei proventi derivanti dalla ricerca rischiano di comprometterne in maniera definitiva il prestigio e le potenzialità. Chiediamo un intervento immediato da parte della Giunta regionale – conclude Dottorini – in grado di mettere un freno alle pericolose fughe in avanti dei vertici della Stranieri per scongiurare la fine di un modello didattico e di un’esperienza accademica fondamentale per il prestigio culturale e l’indotto anche economico che genera nel capoluogo e nell’intera Regione».

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