di Daniele Bovi
Nessuna sorpresa poteva esserci e nessuna sorpresa c’è stata. Il professor Giovanni Paciullo, candidato unico, è stato riconfermato alla guida dell’Università per stranieri di Perugia: 72 i voti a suo favore, sei le schede bianche e quattro le nulle. Le elezioni si sono svolte oggi e ai seggi erano chiamate 88 persone (82 quelle che hanno votato), un corpo elettorale formato da 12 professori di prima fascia, 26 di seconda, 22 ricercatori universitari, un ricercatore a tempo indeterminato, due docenti comandati e altrettanti incaricati (queste due ultime sono categorie a esaurimento) due docenti di lingua e cultura italiana, 16 membri del personale tecnico, tre collaboratori ed esperti linguistici e due studenti iscritti ai corsi di laurea e corsi di laurea magistrale.
LA PRESENTAZIONE DELLA CANDIDATURA
Elemento portante «Esprimo profonda gratitudine ai colleghi per l’ampio consenso accordatomi. È mio dovere – dice il professore in una nota dell’ateneo – cogliere tutto il senso di questo risultato, che porta il segno di una solidarietà interna e di una responsabilità collettiva nella gestione dell’Ateneo. Ho sollecitato un consenso non in ragione di un potere da esercitare ma per l’ambizione di essere elemento portante di una comunità e saperne cogliere la vocazione profonda. Quello che ci aspetta non è un tempo senza memoria, il nostro Ateneo ha un patrimonio, di storia e di relazioni, unico; preservato dal lavoro quotidiano dei colleghi docenti e tecnico amministrativi. Dobbiamo avere fiducia nelle nostre risorse; in tutte le geografie cogliamo un’attenzione, per la nostra università, legata alla domanda di Italia, della sua cultura, della sua apertura alla solidarietà internazionale, della sua capacità di concorrere allo sviluppo che è il vero nome della pace. A questa domanda intendiamo continuare a rispondere con la nostra iniziativa. Con la città di Perugia, con le sue istituzioni di governo, grazie ad un dialogo costante, continueremo a coltivare disegni ambiziosi e con la prestigiosa Università degli Studi, pur conservando i rispettivi caratteri distintivi e le reciproche autonomie, continueremo a sviluppare le potenzialità di un rapporto sinergico».
Nella serata il servizio completo
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