Da sinistra Porena e Marianelli

di Daniele Bovi

Incassati i risultati del primo turno, all’Università di Perugia si guarda ora al ballottaggio del 17 giugno e, in particolare, al bacino di voti degli esclusi. Ai nastri di partenza, come emerso mercoledì dal voto elettronico, ci saranno il docente di Storia della filosofia Massimiliano Marianelli e quello di Diritto costituzionale e pubblico Daniele Porena. Il primo ha ottenuto 405 voti: una vittoria molto larga dato che Porena si è fermato a 298. 

Alleanze Ben 439 sono invece quelli da ora in poi al centro della contesa: tutti gli occhi chiaramente sono sul fisico Luca Gammaitoni, rimasto fuori per 8 voti (289); Carbone invece si è fermato a 96 e Signorelli a 52. Che faranno i tre esclusi? Quali alleanze stringeranno e sulla base di cosa? Gammaitoni sarà l’ago della bilancia per una partita che riparte da zero a zero e il primo a uscire allo scoperto è stato proprio il fisico: «In democrazia ogni voto conta» ha scritto su Facebook commentando ovviamente con rammarico l’esito del primo turno. Dopo i complimenti ai colleghi aggiunge che ora partirà una riflessione «per vedere quali dei punti prioritari del mio programma – dice – possono trovare accoglienza presso l’uno o l’altro». 

UNIVERSITÀ DI PERUGIA AL VOTO, I RISULTATI DEL PRIMO TURNO

Il secondo tempo Insomma, è partito ufficialmente il secondo tempo della partita. Al ballottaggio sono arrivati due umanisti e ovviamente l’area scientifica vorrà pesare nei futuri assetti dell’ateneo. Le alleanze che saranno strette nelle prossime settimane saranno quindi decisive. Altrettanto importante sarà capire quanta capacità di espansione, rispetto ai risultati del primo turno, avranno le due candidature rimaste in campo. 

Marianelli Se Porena, Carbone e Signorelli per ora non commentano, Marianelli in una nota parla di un «clima diverso», basato «sull’ascolto, sul dialogo, sulla cura e sul primato delle relazioni». «Auspichiamo che la fase che seguirà e tutto il rettorato – aggiunge – sia improntato sul tema della relazione prima di ogni forma di dialettica. Cerchiamo di lavorare insieme per far crescere Unipg, per far crescere il territorio, per far sì che questa Università sia il centro internazionale di dialogo e crescita nella ricerca e nella scienza». Insomma, porte aperte: chi riuscirà a tessere più e meglio la propria tela la spunterà.

Il programma Marianelli è convinto che a pesare, oltre ad alcune parole chiave come ascolto, dialogo, cura e partecipazione, siano stati anche altri punti programmatici «come la riforma dello Statuto, la creazione di un nuovo dipartimento a Terni, l’istituzione di un centro di ricerca e di una scuola di alta formazione – scrive – e l’impegno verso una governance più orizzontale, trasparente e partecipata».

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